Partecipazioni e dintorni

Questo post nasce dalla richiesta di Francesca, una lettrice che si sposerà a luglio 2015, e che mi ha chiesto consigli in merito alle partecipazioni.

Il modo più semplice per sceglierle è quello di recarsi presso una buona tipografia, dove avranno sicuramente un numero fin troppo ampio di campioni di stampa. Lo stesso vale anche per i negozi di bomboniere, che però alla fine dovranno appoggiarsi ad un tipografo.

Al giorno d’oggi esistono, dicevo, innumerevoli possibilità, in un tripudio di forme, colori, fantasie  e partecipazioni “a tema”. Ragazze, parliamoci chiaro: ognuna segua il suo gusto, ma al matrimonio non serve un tema, non è Carnevale, non è una festa per bambini… i bigliettini carini lasciateli alle loro occasioni, e se volete un consiglio da me state senza indugio sul classico.

Una carta d’Amalfi, dall’effetto tagliato a mano, color avorio con un bel corsivo, per me rimane sempre il massimo, subito piacevole al tatto per chi la riceve, e ricordiamoci che la partecipazione è in tutti i sensi il biglietto da visita delle vostre nozze.  Cartoncini dalla grammatura più spessa, con le iniziali degli sposi in rilievo, sono un’altra opzione classica.

Il cartoncino può essere singolo o aperto a libro. L’inchiostro nero è da escludersi, quello blu un po’ ministeriale… se il colore della carta è un bianco caldo, tendente al burro, meglio usare un marrone delicato, se invece preferite scegliere un bianco più tendente all’ottico, il grigio sarà perfetto.

Carta d' Amalfi. fonte: http://www.gtgrafiche.it
Carta d’ Amalfi. fonte: http://www.gtgrafiche.it
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Cartoncino bianco inchiostro grigio. Fonte: gtggrafiche.it

Per quanto riguarda che cosa scrivere, i dati essenziali sono: i nomi degli sposi (lui a sinistra, lei a destra) che annunciano il loro matrimonio, nome della chiesa e luogo, o indicazione del municipio, data e ora (informazioni da mettere al centro). In basso, gli indirizzi degli sposi da fidanzati (sempre lui a sinistra e lei a destra), e al centro l’indirizzo della coppia una volta sposata. In caso, oggi molto frequente, di matrimonio tra conviventi, si indica solo l’indirizzo comune.

Accantonerei l’opzione molto formale dei genitori che annunciano il matrimonio dei figli, e questo per almeno una ragione. Oggi tendenzialmente non ci si sposa proprio giovanissimi e di primo pelo, e mi fa sempre sorridere vedere affermati professionisti quarantenni “annunciati” dai genitori, come se fossero diciottenni timide al ballo delle debuttanti. In ogni caso, per chi lo desiderasse, l’impostazione da seguire è questa.

 

Fonte: leregoledelbonton.wordpress.com
Fonte: leregoledelbonton.wordpress.com

 

Un dettaglio da non trascurare in caso di matrimonio religioso celebrato da un alto prelato: nelle partecipazioni è tradizione indicare una formula del tipo “La benedizione nuziale verrà impartita da S.E. Nome Cognome”, (ed eventualmente aggiungere “Vescovo di Nome Città”).

Alla partecipazione si affianca, per chi sia invitato al ricevimento, un secondo cartoncino più piccolo. Le informazioni da dare  sono il nome del ristorante o della villa che ospiterà i festeggiamenti, con relativo indirizzo, seguiti da un RSVP o un Si prega di dare conferma, indicando ovviamente i recapiti telefonici degli sposi, ma non guasta anche un indirizzo e-mail.

Trovo la classica formula “Gli sposi saranno lieti di salutare parenti e amici presso il Ristorante del Buon Ricordo” un po’ desueta per le scelte lessicali. Intanto parlare degli sposi in senso generico è molto impersonale. Poi “lieti” non è una parola che useremmo normalmente, se non proprio in frasi fatte (“sono lieta di conoscerti”… orribile!). Per un’occasione come questa osate un “felici”… se non lo si è il giorno del matrimonio, forse meglio lasciar perdere! Inoltre l’idea di “salutare” gli amici mi fa pensare ad un corteo di macchine che sfila davanti agli sposi, per ricevere un saluto e andarsene.

Sui miei inviti avevo fatto scrivere “Dopo la cerimonia Giacomo e Raffaella saranno felici di festeggiare con parenti ed amici presso…”. Allegherei una foto delle mie partecipazioni (cartoncino singolo in carta d’Amalfi,) ma come spesso capita sono in trasferta e nel trasloco che ogni volta facciamo quando per un certo periodo io e Giulia stiamo dai nonni  ho dimenticato di portare la macchina fotografica.

Francesca, spero di aver chiarito qualche dubbio… aspetto i tuoi commenti qui sotto e i dubbi o consigli delle altre sposine!

 

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5 thoughts on “Partecipazioni e dintorni

  1. D’accordo su tutto, in particolare sullo stare sul classico evitando però formule desuete.
    Nel mio caso l’invito al pranzo iniziava con un informalissimo “Dopo la cerimonia festeggeremo insieme” con i nostri nomi a mò di firma: piuttosto controcorrente, in un periodo in cui farsi annunciare dai genitori veniva ritenuto “chic” 😉

    Aspetto con impazienza i prossimi post: sono l’unica, nel mio gruppo di amici, che si lamenta perché non ha più matrimoni a cui andare 🙂

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