Un invito a casa di Elvira, prima parte

Amanti del minimalismo girate pagina, questo post non fa per voi. Elvira è una zia di mio marito, con fisico occhi e spirito di una ragazzina. Con lei condivido almeno tre passioni: arte, lettura – rigorosamente di libri cartacei – e amore per la casa. Quest’ultimo nel caso di Elvira si declina in gusto per la decorazione, e in una collezione ragguardevole di oggetti che rendono le stanze di casa sua ambienti accoglienti, vissuti e personalissimi. La sua cura dei dettagli è evidente non appena ti apre la porta e ti accoglie su una scala che è già arredata e accogliente come un interno.

La casa in cui vive con Brunello, suo marito, è l’appartamento in cui vivevano i genitori di Brunello (nonni paterni di mio marito), rimasto in gran parte un appartamento del secolo scorso, con struttura e arredi elegantissimi purese non attuali. Quando ho incontrato Elvira per Natale le ho chiesto di andarla a trovare per scattare qualche foto da condividere sul blog, e lei ne è stata subito entusiasta.

Nelle foto che ho fatto -foto terribili, non so fotografare e la luce artificiale non aiuta- vi mostro la cucina e la sala da pranzo di questa casa deliziosa che a me è subito entrata nel cuore, come la signora che vi abita.

La piccola cucina mette in mostra alcuni dei tesori di Elvira, con tazze, alzatine, teiere, vasi e zuppiere che, esposte alla vista, assumono una funzione stetica oltre che funzionale.

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Piattaie e ganci reggono decorazioni e stoviglie mentre alcune vetrinette e un grande armadio molto capiente raccolgono il grosso delle ceramiche. «Ho raccolto questi oggetti negli anni, comprandoli ogni volta che qualcosa mi piaceva, poi alcuni erano della mia famiglia, come le tazze da tè appese vicino all’ingresso, e altri appartenevano alla mamma di mio marito, come i piatti di Natale della Royal Copenaghen appesi sotto» spiega Elvira. A pezzi storici e di valore si mescolano con naturalezza pezzi più nuovi e abbordabilissimi scelti con gusto.

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I mestoli sono raccolti vicino al fornello in una teiera bianca.

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Elvira cucina e prepara la cena mentre mi racconta «Credo di aver assorbito questa passione da mia madre e mia nonna, che a loro volta hanno avuto grande cura per la casa e la tavola».

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Guardate che meraviglia i mug di ispirazione russa in basso a sinistra.

«A casa mia la tavola doveva essere sempre apparecchiata in un certo modo», mi dice Elvira, e mentre pensa a come apparecchiare per la cena a cui ci ha invitati, decide di scegliere una tovaglia bianca e blu acquistata anni prima ma mai usata. 

Passiamo così in sala da pranzo, attigua alla cucina, dove grandi vetrine custodiscono meraviglie per i miei occhi, disposte in modo da incantare con forme e colori.

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Mi attrae prima di tutto un ripiano con ceramiche bianche e blu, fra cui alcune tazze olandesi con i mulini a vento.

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Ma anche il ripiano con porcellane e bicchieri che virano dal vede al turchese all’acqua non è da meno.

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Facciamo alcune prove, mentre Elvira sceglie con sicurezza piatti diversi per vedere come stanno con la tovaglia che ha messo sul tavolo. Io fotografo emozionatissima… ogni cosa che vedo qui è bellissima!

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Proviamo un servizio con i fiori, uno con la frutta, poi Elvira sceglie dei piatti bianchi e blu, in armonia perfetta con la tovaglia.

Mentre apre vetrine e armadi io colgo l’occasione per fotografare. Guardate la simmetria armoniosa di questa angoliera, dove tutto sembra avere un suo doppio, un compagno, un rimando ad un altro pezzo.

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E questa è la bella tavola che Elvira apparecchia per noi.

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Avrei mille altre cose da raccontare della sua casa… Io mi sono sentita come nel Paese dei Balocchi. Per aggiungere un particolare sul carattere di questa splendida padrona di casa vi dico che a fine serata ha aperto una vetrinetta e mi ha regalato qualche pezzo della sua collezione: alcune tazze decorate con la frutta «da usare per il punch» e una tazza con piattino, a pois, che piace tantissimo a mia figlia (ebbene sì, la signorina a 19 mesi ha già i suoi gusti!). Questo regalo inaspettato e così spontaneo mi ha commossa.

Mi riprometto nei prossimi giorni di pubblicare un altro post con alcune ispirazioni natalizie fotografate in questa casa speciale, e di tornare prestissimo a casa di Elvira per rubarle qualche altro segreto… Intanto grazie di cuore Elvira e Brunello per l’ospitalità!

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5 pensieri su “Un invito a casa di Elvira, prima parte

  1. Sì, una casa vissuta, vera, e con una collezione di porcellane davvero invidiabile. Un abbraccio a Elvira che condivide la mia stessa passione (ma a occhio ha più spazio per soddisfarla…) e un grazie a te per avercela fatta conoscere. Aspetto anch’io il prossimo post 😉

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