I miei piatti inglesi

I miei piatti inglesi rossi e bianchi, in origine, dovevano essere blu e bianchi.

La loro storia parte da lontano. Una sera di qualche anno fa vengo invitata a cena da mio cugino e dalla sua futura moglie, entrambi sempre molto antitradizionalisti e minimalisti nel look. E mi trovo davanti una tavola perfettamente apparecchiata, con una tovaglia candida e piatti inglesi bianchi e blu, calici per l’acqua ed il vino, candele… una tavola elegante e perfetta. Con quei piatti bellissimi che mai mi sarei aspettata di trovare sulla tavola di questi due ragazzi, e soprattutto, come potevo io non aver mai pensato a prenderli?

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Fonte: Pinterest

Da allora mi ero fissata con i piatti inglesi, e ovviamente li cercavo bianchi e blu. Un giorno, al mercato settimanale di Reggio Emilia, a cui non vado  praticamente mai, c’era una bancarella di antiquari che sostituiva solo in quell’occasione, mi dissero, la bancarella di un collega che quel giorno non era potuto andare.  Da loro vedo questo servizio di piatti rossi, molto bello, chiedo se li avessero anche in blu ma niente. Chiedo il prezzo e faccio una passeggiata per meditarci.

Nel frattempo arrivano i miei suoceri. Loro vivono nelle Marche, non capitano tutti i giorni al mercato di Reggio. Ripassiamo davanti alla bancarella con i piatti e glieli faccio vedere. A entrambi piacciono tantissimo, e mi consigliano di comprarli, dicendo che ci avrebbero messo loro una buona parola con mio marito, perennemente in ansia per la mancanza di spazio di cui la nostra casa soffre.

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Il giorno dopo ho inaugurato il servizio con il più classico dei menù: un risotto ai funghi porcini e un arrosto di vitello con patate, invitando i miei suoceri e mia cognata. Il pranzo, ma soprattutto i nuovi piatti, sono stati un successone.

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Ho sempre usato i piatti rossi con grande soddisfazione, ma non ho mai smesso di pensare all’idea originale in bianco e blu. Venerdì della settimana scorsa ero in giro con mia cognata e il suo ragazzo, entriamo in un negozio di casalinghi perché loro devono comprare uno zerbino, e impilati in un angolo del negozio vedo dei bellissimi piatti blu e bianchi della Wedgwood. Chiedo il prezzo ed  era assolutamente conveniente perché, mi hanno spiegato, dopo che un ristorante aveva comprato ventiquattro piatti piani, erano rimasti questi piatti fondi che da soli aspettavano invenduti da anni.

Anche in questo caso ci ho pensato. Il tempo di un aperitivo e siamo tornati indietro per comprare sei piatti fondi, intanto, a quel prezzo imbattibile, poi si vedrà!

Per indorare l’amara pillola a Giacomo, che già molte porcellane fa era convinto che la nostra casa non potesse contenerne altre, ho lasciato i piatti a sua sorella: la sera dopo saremmo stati a cena da loro, e abbiamo deciso di sorprendere il mio malcapitato (no, dai…) marito servendogli la cena in quelli che sarebbero stati i nostri nuovi piatti.

Abbiamo inaugurato i piatti con dei sopraffini spaghetti al nero di seppia. Il ragazzo di mia cognata è un cuoco abilissimo, tanto accurato nelle preparazioni quanto creativo, e anche quella sera non ci ha deluso. La reazione del marito non è stata positiva, ma ho fatto spazio in casa e oggi abbiamo riutilizzato i piatti, finalmente a casa nostra.

Royal Homes Wedgwood Enoch Windsor Castle blue

Ancora castelli inglesi, questo è Windsor, avrei preferito un decoro più floreale, ma le cose nella vita non capitano  quasi mai come vengono programmate, senza per questo smettere di accadere, e stupirci, e renderci felici.

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Buona domenica!

Ps: menù di oggi. Piccolo aperitivo con cacciatore e scaglie di parmigiano, risotto al ragù leggero e secondo di verdure. Vino, portato dagli ospiti, deliziso. Qualche biscottino fatto in casa con il caffè. Ho usato come piatti fondi dei piatti avorio, molto lineari, di un servizio Villeroy e Boch veramente molto duttile, perfetto per tutte le tavole.

La stiratura della tovaglia lascia ancora a desiderare, ma solo l’imperfetto è perfettibile.

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7 pensieri su “I miei piatti inglesi

  1. Cosa dirti, se non che hai fatto bene, anzi, benissimo! Tra l’altro uno dei vantaggi di questo genere di piatti è che si possono mescolare tra loro decori diversi con grande naturalezza: con un po’ di pazienza si possono mettere insieme servizi strepitosi 😉

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    1. Il prezzo era davvero di quelli che non si trovano mai… ne ho comprati solo sei per non esagerare visto che con mio marito avevamo appena deciso di non avere lo spazio per prendere altri pezzi del servizio rosso.
      Per i piatti piani cercherò su ebay, ma devo avere pazienza e trovare lo spazio per incrementare, adesso, sia questo servizio blu che quello rosso! 🙂

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  2. cioè che dire?!?! il piatto nella quarta foto è quello con il castello di Windsor… posso invidiarti moltissimo? 😉
    per le tavole reali ti mando una mail così parliamo della questione 😀 ci sono delle foto straordinarie, specie dei banchetti a Windsor appunto, ma anche altre dinastie diffondono foto delle tavole in occasione di eventi speciali tipo in Svezia i premi Nobel.
    ad ogni modo oggi la mia più cara amica che vive a Milano mi ha detto che ha comperato in un mercatino un servizio da dolce (12 piattini più piatto da portata) di Richard Ginori anni ’30 del Novecento. 60 euro, come lasciarlo lì?
    ovviamente non ne aveva bisogno, ma lei, come me, non coinvolge il marito perché i consorti non comprendono queste necessità. e il mio manco si accorge di cose metto in tavola. 😉

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  3. Windsor è sia nel piatto fondo rosso che in quello blu. E non mi dispiace affatto di avere un doppio proprio su questo castello stupendo.
    La tua amica ha fatto benissimo, sono occasioni da non farsi scappare!
    Mio marito ha imparato a far caso alle novità perché si è trovato porcellana ovunque, tipo Fantozzi quando sua moglie si innamora del panettiere, per intenderci 🙂

    Perfetto per la tavola reale aspetto la mail.

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