L’eleganza delle piccole cose – The elegance of small things

Come avevamo promesso, ecco la seconda parte del racconto di Michela di  Kid’ n me a proposito del te in Giappone e in particolare questa volta Michela ci racconta della cerimonia del tè, un rito affascinante che spero prima o poi di poter vedere dal vero, mi accontenterei anche di una cerimonia un po’ manierista, per turisti, perché vorrebbe dire che sono in Giappone!

Se vi siete persi la prima parte la trovate qui. Grazie Michela!

Rieccomi a parlare di tè, questa volta della vera e propria cerimonia, sempre in collaborazione con il bellissimo blog di Raffaella Simplicitas Blog – leggetelo!!!

È solo un’infarinatura perché le regole ed i movimenti precisi, solo a leggerli possono risultare tediosi e rischiano di non farvi apprezzare una cerimonia che è invece molto bella.

Here I am again, talking about the real tea ceremony, in collaboration with the great blog of my friend Raffaella: Simplicitas Blog – read it!!!

I’ll talk about just the very basics and not about specific rules and movements, because there’s the risk you’ll get bored otherewise and you might not appreciate the beauty of this tradition.

La cerimonia del tè, la via del tè o Cha no yu ha una lunga tradizione.

Oggi siamo abituati a vedere donne praticarla e molti di voi penseranno sia una cosa prettamente femminile, ma all’inizio in realtà era praticata solo dagli uomini. (Poi è stata introdotta alle ragazze liceali all’inizio del 20esimo secolo e si è velocemente diffusa tra le donne)

È iniziato tutto nella metà del 12° secolo con il monaco buddista zen Ennosai e si è poi diffuse tra l’aristocrazia e la classe guerriera fino a quando, nel 16° secolo, non si sono uniti anche i mercanti a praticarla. Il più grande maestro di tutti i tempi è stato Sen no Rikyu nel 16° secolo.

Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest

La via del tè non riguarda solo il tè, ma include anche molti aspetti della cultura giapponese come le ceramiche, la calligrafia, l’ikebana (l’arte di disposizione dei fiori), i prodotti in lacca e quelli in bambù, la cucina, le stoffe, l’architettura e molti altri ancora.

Ci sono molte occasioni in cui le persone praticano Cha no yu come ad esempio anniversari, compleanni, occasioni importanti, il giorno dei bambini (5 maggio), l’andare a vedere i fiori di ciliegio o la luna o, anche occasioni tristi.

E la via del tè non è solo cultura e arte, ma ha anche un aspetto spirituale, la via del tè non vuol solo dire bere del tè, ma è uno stile di vita – se uno vuole seguirlo – che aiuta a trovare la pace interiore attraverso i suoi 4 principi: armonia, rispetto, purezza e tranquillità. Non toglie solo la sete, ma soddisfa anche i bisogni spirituali.

Fonte: Mediumaevum
Fonte: Mediumaevum

Uno può pensare sia strano che I guerrieri potessero praticare qualcosa di così pacifico come cha no yu, ma anche loro, entrando nella stanza da tè , si toglievano la spade e la

lasciavano all’entrata sostituendola con un ventaglio da cerimonia (sensu), ventaglio usato ancora oggi e che è il vero simbolo dell’ospite.

Anche l’anfitrione ha un simbolo, un quadrate di seta, o fukusa. Con esso pulisce gli utensili, ma allo stesso tempo li purifica e purifica anche se stesso.

Nella sala da tè ogni oggetto e ogni gesto ha un significato, e le parole sono limitate al minimo per lasciar parlare tutto il resto.

Un esempio di uno tra i gesti è quello di girare la tazza prima di bere. Prima di tutto l’ospite tiene tra le mani la tazza di tè con entrambe le mani e la alza in segno di gratitudine, poi gira la tazza due volte in modo da non bere dal davanti, ma dalla parte dietro, in segno di umiltà.

Nella sala da tè si trattano gli oggetti con cura perché ognuno di essi ha la sua importanza, ci si inchina in modi diversi a seconda della situazione, si parla in un certo modo, o si lascia parlare il silenzio. Ed aprire la porta, entrare nella stanza, camminare nella stanza stessa, alzarsi e sedersi, preparare l’occorrente per il tè, mischiare il tè, tutto ha il suo codice specifico che deve essere seguito, e tutto ha un ritmo lento e pacato, in armonia con la natura e la propria anima.

Fonte: Japancoolture.com
Fonte: Japancoolture.com

The tea ceremony, the way of tea or Cha no yu has a long tradition.

Nowadays we’re used to see women practicing it so many of you may think is something for women, but at the beginning it was actually practiced by men only. (The practice was then introduced in high schools to girls at the beginning of the 20th century and soon spread through women)

It was started in the middle of the 12th century by the Zen Buddhist priest Ennosai, then it spread to the aristocracy and warrior class until the 16th century when also rich merchants began to practice it. The greatest master of the way of tea was Sen no Rikyu.

The way of tea is not only about tea but it includes many aspects of the Japanese culture such as ceramics, calligraphy, ikebana (flower arranging), lacquer ware, bamboo work, cooking, textiles, architecture and many others.

There are many different occasions in which people practice the cha no yu such as anniversaries, birthdays, important occasions, children’s day (may the 5th), moon-viewing, flower viewing or also on unhappy occasions.

And the way of tea is not just culture and art, but it has also a spiritual aspect, the way of tea it’s not just drinking tea, but it’s a way of life – if one wants to follow it – that helps to find inner peace through its four principles: harmony, respect, purity and tranquility. It not only gives satisfaction to thirst, but also satisfies the spiritual needs.

One could think it’s quite strange that warriors could practice something as peaceful as Chado, but even them, to enter the tea room used to take off their swords and leave them at the entrance replacing it with a ceremonial fan (sensu), a fan that is used today and that is the real symbol of the guest.

The host also has a symbol, a square of silk cloth or fukusa. With it the host wipes the utensils, but also purifies the objects and himself too.

Fonte: blog.fabfurnish.com
Fonte: blog.fabfurnish.com

In the tearoom every object and every gesture has a meaning, while the speaking is kept to a minimum.

An example of the gesture could be the turning of the bowl before drinking. First of all the guest holds the bowl of tea with both hands and raises it expressing gratitude this way, then he/she turns it two times so that he/she won’t drink from the front, but from the back side, expressing humbleness.

In a tearoom you handle every object carefully because everything has importance, you bow in different ways considering the situation, you talk in a certain way, or let the silence talk. And opening a door, entering the room, walking through the room, sitting and standing, preparing the object for the tea, whisking the tea, everything has a very specific code that has to be followed , and everything has a slow, peaceful rhythm, in harmony with the nature and your soul.

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