Apparecchiare con i piatti spaiati. Piccola guida.

Come forse qualcuno di voi inizierà a sospettare adoro curiosare tra i banchi di rigattieri e antiquari per tornare a casa con piccoli tesori. Spesso mi lascio incantare dal pezzo unico e dal prezzo popolare, e ormai ho una piccola collezione di tazze da tè, ma anche di piatti, che hanno al massimo uno o due esemplari uguali nella credenza, ma certo non possono definirsi un servizio.

Sarà l’esigenza di utilizzare questi pezzi di stili, provenienza ed epoche diverse, sarà che vedo ovunque proporre tavole stupende apparecchiate con servizi mix and match, sarà che mi piace la sfida di creare tavole sempre nuove, ultimamente mi è presa la mania dell’apparecchiare spaiato.

Andiamo per gradi, di spaiato e di difficoltà. Una delle prime possibilità che abbiamo, e che io ho spesso sfruttato, è quella di abbinare piatti da portata di un servizio ad un diverso servizio di piatti. In un paio di casi avevo comprato solo piatti da portata di una collezione e non i piatti, e viceversa: abbino piatti da portata di qualsiasi tipo con un servizio di piatti color avorio, e fin qui tutto è semplice.

Un’altra soluzione facile è quella di utilizzare un servizio tinta unita come base, e variare con pezzi completamente differenti su una tipologia di piatto (piatto da dolce, piatto piano).

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O ancora è possibile alternare pezzi di servizi diversi, uno per ogni tipologia di piatto. O di utilizzare un servizio omogeneo di base, al quale aggiungere solo i piatti da dolce, per esempio, di un servizio diverso.

Un’opzione che vi viene incontro anche nel caso in cui dobbiate mettere a tavola un numero di persone superiore al numero dei piatti di un singolo servizio, può essere quella di formare una “scacchiera” alternando i piatti di due servizi diversi. Due servizi in tinta unita, di colori che stiano bene accostati, semplificano molto la vita.

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La questione si complica sensibilmente se avete voglia di osare con tutti, o quasi, piatti diversi. Intanto bisogna averli a disposizione, e se come me avete accumulato un certo numero di piatti vintage belli e strani, sperimentate e fatemi sapere come va.

Le poche regole che finora sono riuscita ad estrapolare dopo aver passato in rassegna infinite immagini di tavole, bellissime, trovate in internet, sono queste.

Si può scegliere un colore dominante, come il blu

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o il verde, e abbinare piatti di quel colore. Per avere una quantità adeguata di pezzi, cercate di concentrarvi su un solo colore quando acquistate.

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Oppure si possono scegliere piatti che abbiano una decorazione uniforme o per tipologia di pattern, come questi che hanno una decorazione circolare sul bordo

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Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

o per tipologia di soggetto, come le rose in quest’altra immagine.

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Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

Nel casofortunato di questa immagine, il color Tiffany del bordo dei piatti, il soggetto floreale e il pattern decorativo complementare di due servizi diversi, rendono l’abbinamento una gioia per gli occhi.

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Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

Le occasioni più adatte per una mise en place di questo tipo sono ovviamente le più informali. Un tè e una fetta di torta tra amiche, un buffet, magari in giardino, come raccontavo nell’ultimo post.

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Adesso ho voglia di provare ad allestire così una tavola più strutturata. In autunno, una volta rientrata in città, metterò insieme i pezzi nuovi acquistati durante l’estate con quelli che già avevo in casa. Vediamo che cosa ne uscirà.

Del resto negli Stati Uniti con lo spaiato allestiscono anche tavoli in occasioni formali come i matrimoni. Il risultato, probabilmente assicurato dall’esperienza di professionisti del settore, è sorprendentemente raffinato. E anche in Italia sono sempre più diffusi i rivenditori di porcellane vintage che, come Chiara di Enjoy coffee and more, noleggiano i pezzi per eventi di questo tipo.

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Ovviamente l’esperimento può funzionare anche con posate e bicchieri. Per i bicchieri il risultato finale rimane armonico solo se si adoperano bicchieri identici per la tipologia d’uso. Un solo tipo di bicchiere per l’acqua, un altro omogeneo per il vino, un diverso servizio di flute e così via.

Se i piatti sono tutti diversi, meglio apparecchiare con bicchieri uguali, perché l’effetto mix and match rimanga voluto e non risulti imposto, magari dalla mancanza di pezzi. Per le posate invece, mi sembra si possa osare di più, forse perché banalmente saltano meno all’occhio.

Chi ha voglia di sperimentare?

Le foto, tranne quelle gentilmente concesse da Chiara, sono state prese dalla mia nuova bacheca Pinterest.

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17 thoughts on “Apparecchiare con i piatti spaiati. Piccola guida.

    1. grazie 😀 sono talmente belli e pieno di fascino che non so se li userò mai. comunque non posseggo piatti bianchi o grigi quindi devo trovar loro degli amichetti ma ho già pensato che per una tavola da quattro in giardino sarebbero perfetti con un menù a piatto unico però 😉

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      1. Sì, menù a piatto unico e poi il dolce con un piatto completamente diverso. Ma usali, sarebbe un peccato tenerli chiusi nella credenza… le cose belle vanno usate, con cura ma vanno usate: ci migliorano la vita 🙂

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  1. Ecco un tema che mi mette in difficoltà. Lo ammetto, il mix & match non fa per me, mi piace molto sulle tavole altrui ma non riesco proprio a vederlo sulle mie, e infatti sono abbastanza negata nel creare gli abbinamenti.
    L’unica cosa che mi verrebbe da dire è di cercare comunque di rispettare una certa uniformità di materiali e generi: ma chissà, forse anche qui è solo questione di prendere coraggio e sperimentare…

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      1. Ciao Ivana, in realtà credo che anche l’uniformità di materiali si possa, per scelta o all’occorrenza, superare: penso in particolare ad un materiale come il vetro, che può essere abbinato alla porcellana senza mortificarla. Oppure, visto che parli di giardino, penso a sottopiatti di rafia, ma anche di sughero, legno, di corda intrecciata, o addirittura per chi le ha grandi foglie verdi… ti ho convinta?

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  2. Io invece sarei proprio curiosa di vedere una tua tavola così, Donna Bianca, perché sono sicura che il risultato sarebbe armonioso e bello come sono sempre le tue tavole.
    Per me questa, lo ammetto, è la mattana del momento e so che mi passerà. E in quel momento guardando tanti piatti diseguali forse per la prima volta andrò su eBay per vendere qualcosa 🙂

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  3. Ciao cara da quando seguo te e Donna Bianca mi sono innamorata ancorata di più dell'”old style” di alcuni oggetti…e vedere questi piattini con i fiorellini o e non solo mi fa ricordare le tavole della mia nonna e vorrei tanto tornare a casa sua, chiusa da anni, per vedere se e’ rimasto ancora qualcosa di utile…(sempre che la badante non abbia portato tutto al suo paese, come e’ successo con altre cosine, come sono cattiva!!!)…mi dovrò impegnate di più nei Mercatini e con i consigli di Db, chissà che non faccia dei buoni affari ;). Buona giornata Luisa

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    1. Le guide di Donna Bianca sono meravigliose e danno tantissimi consigli utili, seguili e non potrai sbagliare acquistando ai mercatini! 🙂
      Sai forse è proprio la memoria delle tavole delle mie nonne a spingermi a cercare queste cose… chissà… spero di trasmettere a chi si siede a tavola con me anche tutto l’amore che mi hanno dato loro, e non solo la cura per il bello.

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  4. Oggi ti ho “scoperta” e già “ti amo” …
    Relativamente da poco ho iniziato la mia conversione verso lo shabby e il vintage in casa mia, complice mio marito, e ora avrei voglia di iniziare il mio lungo percorso verso la raccolta di piatti spaiati …. sarà una strada lunga e ricca di difficoltà (nella mia città i mercatini scarseggiano!!) ma io sono molto determinata e nulla mi fermerà!
    grazie per l’ispirazione di questo post!

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    1. Grazie Lorena e benvenuta. A scanso di equivoci devo dire che le tavole nelle foto non sono mie, 🙂 come specificato nell’articolo le ho trovate su Pinterest e in qualche caso sono foto di un rivenditore di vintage inglese. Torna a trovarmi!

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