Le porcellane giapponesi per il tè di Angela

 

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Angela, una lettrice del blog mi ha mandato circa un mese fa le foto di questo servizio ereditato dalla nonna, molto simile al mio di cui vi avevo parlato in un articolo dell’anno scorso, e nell’articolo successivo dedicato alla tradizione giapponese del tè, scritto dalla mia amica Michela, che ha vissuto in Giappone e che faceva notare come probabilmente questi servizi, per i pezzi che li compongono (lattiera e zuccheriera in particolare) siano stati pensati per l’occidente.

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Angela mi chiede  se ho ulteriori informazioni da darle in merito, ma purtroppo no, e chiedo ancora a voi, se qualcuno avesse notizie più complete e avesse voglia di condividerle qui, noi saremmo felicissime di leggerle.

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Intanto ringrazio Angela per le foto di questo servizio, di per sè molto bello, molto più completo del mio, e proverò a reperire altre informazioni su questi servizi evidentemente abbastanza diffusi nelle credenze delle nostre nonne.

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2 pensieri su “Le porcellane giapponesi per il tè di Angela

  1. Forse la risposta all’ultimo quesito ce l’ho io 🙂
    A fine ‘800 inizio ‘900 in tutta Europa si affermò una corrente di moda detta Giapponismo (i vestiti di quel periodo che coniugavano stoffe orientali con silouettes europee sono veramente stupendi per esempio!), in quanto finalmente il Giappone nel 1854 si aprì al commercio internazionale dopo aver capitolato sull’orgoglio nazionalistico che ne faceva di fatto un mondo a parte. Così si diffusero oltre ai meravigliosi abiti già citati anche pezzi di arredamento, influenze stilistiche nella decorazione di interni ed esterni e non ultime… porcellane! Preziosi vasi, statuine di Geishe elegantissime e servizi da te e da caffè come quello in foto. Anche io ne ho ereditato uno bellissimo da mia nonna, nobildonna napoletana immersa in quel mondo alla moda e multiculturale di inizio ‘900 che era la Napoli del tempo. Si trattava di oggetti prodotti quindi in Giappone (ma anche in Europa si iniziò a crearne di molto belli), ma dedicati ad un pubblico che prendeva il te secondo rituali diversi, ecco perchè la presenza di lattiera e zuccheriera che in Giappone sarebbero state inutili in quanto tradizionalmente il te si beve in purezza. Al momento sono reduce da un trasloco internazionale e il mio servizio ce l’ho ancora imballato in garage, ma appena riesco a recuperarlo vi mando anche le mie foto. Ha una cosa particolare, nel fondo delle tazze vi è una immagine di un volto di una geisha che si vede in trasparenza, come se fosse in filigrana, deve essere stato un regalo molto apprezzato dalla mia cara nonna…
    Un caro saluto e grazie per questo bel post.

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