Un matrimonio andaluso da cui prendere ispirazione

Sarebbe noioso l’elenco delle ragioni, per altro facilmente intuibili, che hanno causato la mia assenza dal blog. Forse nelle prossime settimane avrò un po’ di tempo, e intanto, in ogni caso, ecco un nuovo post.

Ho salvato tempo fa le foto di questo matrimonio: mi aveva colpito innanzitutto una foto trovata su Instagram dell’abito della sposa, inquadrato dall’alto e da dietro, sontuoso come pochi, con una caduta degna di un’incoronazione. Poi come dicevo il tempo passa, magari avrete già visto queste immagini ma ci tengo a pubblicarle comunque perché uno dei fili conduttori di queste nozze è l’ulivo, elemento che nei matrimoni trovo sempre elegante e piacevolmente mediterraneo (ne avevo già parlato qui).

Due antefatti per capire meglio: gli sposi sono Charlotte Wellesley, figlia del Duca di Wellington, e Alejandro Santo Domingo, magnate cubano erede di un impero economico non indifferente. I due rampolli hanno unito i loro destini circa un mese fa, a Illora, in Andalusia, tra Granada e Cordova, in una Spagna che più Spagna non si può e dove il padre della sposa può vantare un altro titolo di Duca e una proprietà nella quale si è svolto il party nuziale.

Blasonata lei, straricco lui, insomma non un matrimonio qualsiasi, e basta citare un paio di invitati per rendersene conto: il Re emerito di Spagna Juan Carlos e la Duchessa di Cornovaglia Camilla (vestita con un abito dall’aria flamenca molto adatto al sud della Spagna, ma bianco, il che mi stupisce parecchio).

Ma gli spunti da copiare con un budget certamente inferiore sono più di uno.

Partiamo subito dalla foto mozzafiato dell’abito di Charlotte, quella dalla quale hanno preso il via le mie ricerche iconografiche sul matrimonio e alla quale dobbiamo quindi questo articolo.

wellington abito dietro e testimone

La grandiosità dell’abito, che mi ha incantata, risiede proprio nel suo strascico ricco e pesante, con un che di medievale, mentre è estremamente semplice visto frontalmente, se non fosse sempre per la caduta impeccabile della gonna.

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Un aspetto sul quale riflettere nella scelta dell’abito da sposa è sicuramente questo: gli invitati, per tutto il tempo della cerimonia, vi osserveranno da dietro. Via libera quindi ad abiti con strascichi importanti per chi sceglie una cerimonia religiosa tradizionale, non solo perché le navate delle nostre chiese sono spazi adatti a srotolare lunghezze inedite, ma perché in molti casi le persone si ricorderanno soprattutto della parte posteriore del vostro abito.

Avete paura che lo strascico si riveli ingombrante per il resto della giornata? Concordate con l’atelier la possibilità di staccarlo dall’abito. Non è detto che poi non decidiate di tenere l’abito nella versione “importante” per tutta la durata dei festeggiamenti, del resto non capita tutti i giorni di poter indossare meraviglie di questo tipo (avete mai visto un pavone candido? immaginatelo senza coda… il risultato cambia parecchio).

Ma torniamo al nostro matrimonio andaluso. Prima di passare ai dettagli decorativi, c’è un altro aspetto da copiare nell’abito di Charlotte Wellesley, realizzato dalla couturier londinese Emilia Wickstead: il velo, particolarissimo, è in tulle ricamato con pois che da molto radi all’attaccatura sul capo della sposa, si fanno sempre più fitti scendendo verso il basso.

L’effetto si vede già nella prima foto, e forse ancora meglio in questa

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o anche in questa con il velo fatto volare dal vento prima dell’ingresso in chiesa.

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Torniamo al discorso dei rami d’ulivo, presenti con le loro foglie lanceolate nel bouquet della sposa

wellington bouquet

come nella grafica del matrimonio

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(vediamo rispettivamente gli inviti e i libretti per la cerimonia)

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Il verde oliva è anche il colore scelto dalla sposa per finire gli abiti di  paggetti e damigelle, d’ulivo incoronate. Da notare le scarpe espadrillas, autentica concessione alla comodità dei bambini e allo spitito spagnolo della festa.

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Il verde oliva torna anche in altre scarpe, quella della sposa, a sorpresa, e nell’abito della damigella d’onore o testimone della sposa, quella che in Spagna chiamano “madrina”. Nell’ingrandimento qui sotto trovate entrambi.

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L’abito della madrina si vede meglio nella primissima immagine: dalla linea pulita ed elegante, nei colori caldi che richiamano la pietra della cattadrale di Illora e il paesaggio circostante, è lavorato a broccato con richiami verde oliva, fil rouge cromatico degli abiti.

Peccato non trovare un po’ di verde sullo sposo, ma già è miliardario e mi sembra sufficiente.

Di verde invece, anche se di un’altra nuance che direi sullo smeraldo, era vestita la sposa al la festa pre-wedding, la sera prima del gran giorno. La festa si è svolta nei giardini dell’Alhambra di Granada, un luogo talmente magico che per me è stato il colpo di grazia: questo matrimonio s’aveva da bloggare.

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L’immagine, tratta di Instagram, non è nitidissima ma rende bene l’idea dell’omaggio fatto dalla giovane all’Andalusia: l’abito ricorda molto quello delle ballerine di flamenco, per lunghezze, balze, movimento, così come l’acconciatura con i capelli raccolti in uno chignon basso e gli orecchini.

Se il matrimonio vi intriga, trovate molte immagini su Instagram scattate da fornitori e invitati con l’hashtag #charlejandro, nato dall’unione dei nomi degli sposi, che chissà perché prevedevano ovunque prima il nome della sposa.

Io continuerò a sognare del profumo di una notte di fine maggio, di musica e danze e una festa indimenticabile all’Alhambra… Questo dettaglio potranno permetterselo in pochi, ma i sogni per fortuna sono di tutti.

(fonte immagini: web)

Sposi con la corona: Francesca e Dragi

Come promesso da tempo, e ormai alle soglie di San Valentino, torniamo finalmente a parlare di matrimoni con una storia davvero speciale, quella di Francesca e di Dragi.

Anche questa volta devo ringraziare la mia amica fotografa Elena Figoli, che mi ha offerto le foto e mi ha messa in contatto con la sposa perché mi raccontasse tutto il dietro le quinte del suo emozionante matrimonio.

Vi lascio alle parole di Francesca, che si definisce una sposa atipica, poco romantica, ma che con il racconto del suo giorno unico ci lascia respirare molate emozioni: «Io e Dragi ci siamo sposati il 29 agosto 2015 nel duomo di Bobbio. Ci conosciamo fin da bambini, da quando lui è arrivato con la sua famiglia dalla Macedonia, a dieci anni; oggi siamo insieme da undici anni e mezzo e quando ci siamo sposati convivevamo da un anno».
«Abbiamo deciso di sposarci lo scorso febbraio e tutti ci hanno dato dei pazzi, il tempo per i preparativi era troppo poco. Ma noi siamo così, quando decidiamo una cosa vogliamo farla “prima di subito” e così è stato».
Francesca racconta la scelta della chiesa e del ristorante per il ricevimento, come sempre le prime due cose da fissare (le località nominate sono in provincia di Piacenza): «La scelta della chiesa è stata la più semplice, volevamo sposarci a Bobbio e il Duomo è stupendo, quindi… ma anche la data non è stata difficile da stabilire, perchè a entrambi piaceva l’idea di sposarci in estate. Per la scelta della location sapevamo di non volerci allontanare troppo dal luogo della celebrazione, quindi abbiamo deciso di fare il ricevimento al “Divina” a Marsaglia; il posto è bellissimo, elegante ma giovane e non troppo formale, proprio come siamo noi. E poi io sono cresciuta a Marsaglia, quindi mi piaceva l’idea della festa nel luogo in cui ho trascorso la mia infanzia».
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 Ma una volta scelto il marito, ad una sposa rimane un’altra scelta difficile: l’abito.
«La ricerca del vestito non è durata molto (per fortuna), sono prima andata in un grande negozio di abiti da sposi per farmi una prima idea, ma quando sono entrata nell’atelier Donne di moda di Piacenza ho subito capito che avrei trovato quello che cercavo e infatti così è stato, appena ho provato il mio abito ho avuto l’approvazione di mia mamma e delle mie amiche. Non smetterò mai di ringraziare Gianna, la proprietaria, per la sua immensa pazienza e professionalità nel vestire una sposa un po’ atipica come me. Ha cercato in tutti modi di farmi sentire una principessa (in realtà senza riuscirci! io e le principesse viviamo in mondi troppo lontani!)».
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Un aspetto dei matrimoni che mi piace molto è il coinvolgimento degli sposi nella cura dei dettagli, fattore che rende un matrimonio veramente unico e riflesso immediato delle personalità dei suoi protagonisti. Il matrimonio di Francesca e Dragi evidentemente è uno di questi: «Volevamo che il matrimonio fosse “nostro”, che ci rispecchiasse in tutto e per tutto e per questo abbiamo deciso di fare -quasi- tutto noi con l’aiuto dei nostri amici: partecipazioni, menu, libretti per la messa,tableau de mariage, allestimento della location, centrotavola, bomboniere (semplici vasetti in vetro a chiusura ermetica dove ogni invitato poteva scegliere di metterei vari tipi di confetti). Ho chiesto alla mia amica Micaela, bravissima ed esperta di grafica, di realizzarci le partecipazioni e insieme a lei e a Martina, una delle mie testimoni, le abbiamo tutte imbustate e chiuse con il sigillo di ceralacca con le nostre iniziali».
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«Come  tema del matrimonio abbiamo scelto le spezie e questo è stato il filo conduttore. Il giorno prima del matrimonio insieme ai nostri più cari amici siamo andati ad allestire la location: abbiamo realizzato il tableau de mariage, posizionato le tantissime candele per illuminare e delineare il passaggio e allestito i tavoli, ognuno con il nome di una spezia diversa (zenzero, perpe rosa, peperoncino, bacche di ginepro….)».
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E i fiori, questa esplosione di colori estivi, sono stati un’idea della sposa: «Per quanto riguarda i fiori, mi sono affidata a Davide e Daniele di Kadò; desideravo la chiesa colorata, vestita a festa, volevo rendere il duomo meno solenne e più familiare e devo dire che sono stata accontentata alla perfezione: la chiesa era bellissima, non potevo desiderare di meglio! All’ingresso c’era un arazzo di fiori con le nostre iniziali e tanti coni con riso di vario tipo e nella navata centrale composizioni a terra, vasi con dentro diverse spezie, sempre per richiamare il tema della giornata, e candele. Per non parlare poi del mio fantastico bouquet, scrupolosamente consegnato a casa da Daniele insieme ai braccialetti per le damigelle».
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Le foto bellissime, invece, sono state la causa di un fortunato imprevisto: «Mancavano pochi giorni al matrimonio e siamo rimasti senza il fotografo che era stato inizialmente ingaggiato. Subito è stata la disperazione, poi per fortuna abbiamo contattato Elena ed era disponibile!».
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 «Il giorno del matrimonio ero stranamente molto tranquilla, forse perchè avevo la situazione sotto controllo e poi il tempo era stupendo, e caldissimo, proprio come avevo immaginato, invece Dragi era un po’ più nervoso di me. Finalmente era arrivato il momento di prepararmi, a casa mia c’erano mia mamma, le mie testimoni e le mie amiche, nonchè damigelle,  che mi hanno aiutata a vestirmi».
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«Poi sono arivate anche le addette al trucco e parrucco: la bravissima Chiara Cantù per il make up (soddisfattissima del risultato! Si dice che il trucco fa miracoli e lei c’è riuscita!) e la mia fidata parrucchiara Pinuccia per l’acconciatura».
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«Dragi è arrivato in chiesa sul cassone di un’Ape addobbata per l’occasione accompagnato dai suoi testimoni, io, invece, sono arrivata con mio papà a bordo di una fantastica Lancia Aurelia».
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Ed ecco un bellissimo colpo di scena architettato dagli sposi: «La cerimonia è stata bellissima e super personale grazie a Don Paolo, il parroco di Bobbio, insieme a lui abbiamo scelto letture, Vangelo e abbiamo deciso di inserire il rito dell’incoronazione degli sposi; Dragi è di religione ortodossa e per loro l’incoronazione è un momento fondamentale del rito del matrimonio».
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 «Per questo motivo abbiamo deciso di inserire una parte facoltativa (che io non sapevo nemmeno che esistesse!) del rito cattolico per richiamare il rito ortodosso e abbiamo lasciato tutti gli ospiti di stucco».
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«Al termine della funzione siamo andati con Elena e la sua assistente Valeria a scattare qualche foto per i vicoli di Bobbio e sul Ponte Gobbo».
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«Nonostante avessimo deciso praticamente tutto all’ultimo per quanto riguarda le foto (infatti abbiamo anche molto improvvisato), Elena è stata bravissima! Ha saputo metterci a nostro agio e ha capito esattamente il tipo di foto che volevamo».
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 E devo dire che anche questa volta le foto sono bellissime, e traducono perfettamente lo spirito giovane, fresco e sbarazzino di questa coppia.
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Ed eccoci arrivati al rinfresco, anche questo all’insegna dell’indole spensierata di Francesca e Dragi: «Durante la cena i nostri amici non hanno perso occasione di farci scherzi e dopo il taglio della torta ci siamo scatenati: cocktails, musica, anche macedone, e per finire si sono tuffati tutti in piscina! Per fortuna io sono stata risparmiata!».
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«É stata veramente una giornata speciale, stupenda e al di sopra delle aspettative e questo soprattutto grazie ai nostri fantastici amici  e parenti  e a tutti coloro che hanno reso possibile questo giorno» e Francesca ci suggerisce un gesto bellissimo da fare dopo le nozze, ringraziamenti personalizzati per gli invitati: «abbiamo deciso di omaggiare in seguito i nostri invitati di una cartolina (che richiamava lo stile delle partecipazioni) con una foto scattata durante il matrimonio con ognuno di loro e una frase di ringraziamento personalizzata. E’ stato un lavoraccio, ma era il minimo per ringraziarli».
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Grazie Francesca e Dragi, e grazie Elena che con queste foto bellissime ha fatto vivere anche a noi l’atmosfera festosa di questo giorno unico.
Grazie!
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Un anno di Simplicitas blog

Fonte: Pinterest

Un anno fa nasceva questo blog.

Grazie a chi passa per leggere, a chi lascia commenti, a chi ha contribuito con immagini bellissime e matriali unici.

Semplicemente… grazie.

R.

Di solstizi, feste di San Giovanni e sogni di una notte di mezza estate

Quando inizia l’estate? Il calendario ci dice il 21 giugno, giorno del solstizio, e noi ci adeguiamo, ben sapendo che poi a volte maggio fa trenta gradi e ci illude che la stagione estiva sia già iniziata, e giugno magari è più fresco e ci fa di nuovo tirare fuori  dall’armadio un golfino per la sera.

Uno dei modi più raffinati per celebrare l’inizio dell’estate credo sia la cena bianca che, nata a Parigi, sta prendendo piede in molte città d’Italia, trovando la naturale ambientazione chic negli scenari mozzafiato dei nostri centri storici. Da Torino a Bari, passando per Firenze, la sera del 21 giugno vi può capiate di veder cenare molte persone, in certi casi amiche tra di loro, in altri perfettamente sconosciute, tutte abbigliate di bianco, intorno a grandi tavolate bianche. Ma la storia non finisce qui. Oltre agli abiti bianchi e la tovaglia, rigorosamente in stoffa, anche le sedie devono essere bianche, e bianchi i piatti (vietato l’usa e getta, piatti e bicchieri devono essere veri, in ceramica e vetro).

Cena in bianco a Parigi
Cena in bianco a Parigi
Cena in bianco a Torino
Cena in bianco a Torino

Ognuno porta qualcosa in cestini di vimini, ognuno porta tavoli e sedie, i più romantici portano anche molte candele bianche, si mangia si chiacchiera ci si gode la magia della notte. Ci si riappropria di un angolo di città in un contesto nuovo. Lo si fa molto civilmente, portando via tutti i rifiuti e lasciando la piazza prescelta più pulita di come la si è trovata.

Cena in bianco a Bari
Cena in bianco a Bari
Cena in bianco a Firenze
Cena in bianco a Firenze

Le foto di questi eventi raccontano di cene così eleganti che si direbbero estranee alla nostra epoca di chiasso e maleducazione imperanti.

Pochi giorni dopo il 21  giugno cade la ricorrenza di San Giovanni Battista, che in molte culture viene considerata ancora oggi, trascendendo l’originario significato religioso, un importante giorno di festa. In Italia sono molte le leggende legate a questo giorno: le erbe raccolte in questa data avrebbero virtù benefiche infinite, come la rugiada raccolta nei campi la mattina di San Giovanni, il nocino si fa con le noci raccolte dopo questa data e così via.

Per la festa di San Giovanni, la notte tra il 23 e il 24 giugno, in Spagna su tutta la costa di Catalogna e Baleari vengono accesi fuochi in spiaggia (il fuoco e l’acqua sono simboli del santo, da qui i falò sul mare). Sembra che lo spettacolo per chi passi in nave o in aereo sia di quelli indimenticabili. Io ho visto la festa da terra, e anche lì ha il suo perché.

I fuochi sulla spiaggia di Barcellona nella notte di San Joan

La notte di San Giovanni veniva celebrata la festa nordica di Midsommar, uno dei momenti più importanti del calendario svedese, che viene oggi fissata di anno in anno per il venerdì sera tra il 20 e il 25 giugno. É una festa che segna il culmine della durata del giorno nel semestre più luminoso dell’anno nordico. Si festeggia all’aria aperta godendosi questa lunghissima sera con corone di fiori tra i capelli.

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In questo periodo dell’anno, pieno di magia proprio per le sue giornate lunghissime, Shakespeare ha ambientato il suo Sogno di una notte di mezza estate. E siccome qui si parla ogni tanto di matrimoni, vi racconterò anche questa: c’è stata una sposa celebre, negli ultimi anni, che con il suo abito e l’atmosfera studiata ad hoc di alcune foto mi ha fatto pensare propio a questa delicata commedia di Shakespeare.

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Kate Moss non ha bisogno di presentazioni. Personaggio dagli atteggiamenti spesso discutibili, ha saputo fare di se stessa un brand di successo. Ci ha abituati agli eccessi, alla violenza anche fisica di alcuni episodi, e poi per le proprie nozze ha scelto un matrimonio da fiaba nella campagna inglese, con tanto di chiesetta romanticissima, bouquet di rose, papà che l’accompagna, stupendoci ancora una volta.

L’abito di Kate era un modello etereo di John Galliano, con pailettes dorate ricamate sul tulle a formare piume di pavone, e un sotogonna dall’orlo smerlato identico all’abito di Campanellino di Peter Pan, tanto per amplificare l’effetto fairytale.

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Il velo, di cui si vede un bel dettaglio nella foto, è della tipologia che n inglese si chiama “Juliet cap”, molto popolare negli anni Venti, ha questo nome proprio in onore della Giulietta Shakespiriana.

Lo stuolo di damigelle che accompagnava la sposa, altrettanto etereo nella fisicità e nella scelta degli abiti, mi ha veramente sempre fatto pensare all’ambientazione fatata del Midsummer night’s dream.

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Le foto di Mario Testino, in esclusiva per Vogue di settembre 2011, hanno assicurato all’evento un successo mediatico tale da ridurre a tre i matrimoni indimenticabili per quell’anno (cito in ordine cronologico): il royal wedding di Wills e l’altra Kate, le nozze della sottoscritta e appunto il matrimonio di Kate Moss con il marito di Kate Moss.

Ma torniamo al solstizio d’estate, e comunque all’inizio di questa stagione stupenda. Come si fa a non amarla?

Voi avete qualche rito personale, o seguite qualche tradizione che segna l’inizio dell’estate?

Abito da sposa: tendenza blush e dusty grey

A inizio maggio sono stata ad un matrimonio bellissimo. L’abito della sposa, che avevo visto in anteprima durante una prova al mio atelier preferito, Poesie, dove quatto anni fa ho comprato anch’io il mio abito, non era bianco. Ed era stupendo. Era color cipria.

Sembrava davvero che l’abito si fosse leggermente incipriato per essere ancora più bello. Ed io, che faccio sempre il tifo per l’abito bianco, prima di tutto perché è sempre bellissimo e sta bene a tutte, mi sono ricreduta.

Sperando prima o poi di mostrarvi anche l’abito di cui sopra (se mi seguite su Instagram ne avete avuto un assaggio), ho trovato questo abito di Reem Acra che rende bene l’idea di ciò che intendo.

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Il punto di cipria che mi fa veramente impazzire è quello dell’abito qui sotto: appena accennato, che quasi sembra bianco ma no, non lo è. L’abito è di Watters.

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Un’altra possibilità per chi fosse in cerca di sfumature dei toni pastello, è quella del grigio polvere, o azzurro polvere. L’effetto è sempre molto romantico e raffinato.

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Il modello qui sotto è di una stilista catalana molto creativa, Maria Lluisa Rabell. Sul suo sito potete trovare altre idee per abiti colorati.

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Che ve ne pare?

Crediti fotografici, per tutte le foto: la mia bacheca Pinterest Wedding Tales.

Buona Pasqua con le foto di Elena Figoli e i fiori di Poppy Décor

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Ecco i miei auguri di buona Pasqua, come promesso nell’ultimo post. Grazie a Elena Figoli che ha condiviso con noi le immagini scattate con il suo terzo occhio, l’obiettivo.

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E grazie a Poppy Décor per i fiori bellissimi, i colori che parlano di luce e natura che si risveglia, le composizioni dolcissime e le decorazioni originali, perfette per vestire le case a Pasqua e in primavera.

Ecco gli alberi di Pasqua.

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Le uova, simbolo per eccellenza delle feste pasquali, proposte in queste confezioni dai colori delicati, come candele e come inediti porta fiori. Deliziose.

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Immancabili le uova di quaglia, perfette per decorare, con le loro dimensioni contenute e il loro guscio maculato.

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E oltre alle uova non mancano uccellini delicati e allegre gallinelle.

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E i coniglietti? Eccoli!

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A me fanno impazzire queste composizioni nei vasi…

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Ancora buona Pasqua a tutti, il mio augurio è che grazie a questi giorni di vacanza riusciate a dedicare un po’ di tempo a quello che vi rende felici.

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Fiori matrimonio: l’ulivo

Un albero così ricco di simbologie positive, dalla mitologia greca alla tradizione cristiana, che mi stupisco venga utilizzato abbastanza raramente nelle decorazioni floreali del matrimonio.

E dire che l’ulivo si presta ad essere usato con grandi risultati in ogni dettaglio che possa essere arricchito con del verde. Partiamo dal bouquet, che come attributo personale della sposa ha ovviamente una grande visibilità il giorno delle nozze.

L’ulivo con le sue delicate nuances di verde si accompagna perfettamente ai fiori più belli, accordando il bouquet sulle note di una raffinata semplicità.

Fonte: Tiffany.com
Fonte: Tiffany.com

Nella foto qui sotto le foglie di ulivo oltre che nei fiori della sposa sono state inserite in sacchettini di tela per accogliere gli sposi con un lancio all’uscita dalla cerimonia.

Fonte: Josevillablog.com
Fonte: Josevillablog.com

Le foglie minute e dal doppio colore sono un elemento perfetto anche per la boutonniere dello sposo, dei testimoni e degli uomini più importanti (papà della sposa e dello sposo, nonni, fratelli).

Fonte: Stylemepretty.com
Fonte: Stylemepretty.com

Per quanto l’ulivo da solo possa sembrare troppo semplice per decorare una chiesa imponente, guardate invece come “riempie” con i suoi rami, cui sono stati aggiunti due giovani alberi per completare l’effetto, anche una grande navata. Negli addobbi di questa chiesa non ci sono fiori ma soltanto tralci di ulivo e lanterne, ma l’effetto è quello di unintervento floreale ricercato, che lascia spazio alla luce a all’architettura…

Fonte: Magnoliarouge.com
Fonte: Magnoliarouge.com

E gli inviti? Un buon grafico vi può realizzare delle partecipazioni con un lieve richiamo ai ramoscelli di ulivo,  se qui cadrà la vostra scelta decorativa.

Fonte: Etsy.com
Fonte: Etsy.com

Mi piacciono in particolare gli effetti acquerellati. Personalmente riutilizzerei degli inviti così belli come segnalibro, o per farne un quadretto da appendere in camera, cosa che mi aiuterebbe a trattenere ancora di più, nel quotidiano, la memoria di un giorno tra i migliori.

Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest

Per quanto riguarda la decorazione del luogo scelto per i festeggiamenti, con l’ulivo potete giocare all’infinito. Credo sia perfetto per ornare qualsiasi ricevimento, da quello curato nei dettagli infinitesimali, a quello votato ad una certa rusticità.

Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest
Fonte: Matrimoni.it
Fonte: Matrimoni.it
Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest

Ghirlande, centritavola, bomboniere, l’ulivo (come il succo del suo frutto) si presta a tutto, ma più di tutto adoro gli ulivi veri e propri, che in Italia non mancano, dal sud al nord.

Penso agli uliveti sul Lago di Garda, alle ville in mezzo agli ulivi sulle colline toscane, o al silenzio improvvisamente acceso dalla festa di una masseria in Puglia.

Fonte: Tenutatresca.blogspot.it
Fonte: Tenutatresca.blogspot.it

Guardate questa foto e ditemi se non è pura poesia…

ps: sulla pagina Facebook di Simplicitas una foto del mio ricevimento di nozze, in una villa con molti ulivi…

Decorazioni matrimonio: i petali galleggianti

Non so a voi ma questa giornata di sole meraviglioso mi ha fatto venire una gran voglia di riempire la casa di fiori, e così questa mattina al mercato ho fatto incetta di fresie, colorate e profumatissime, riempiono piacevolmente le stanze appagnado due sensi insieme.

Avevo collezionato da un po’ di tempo alcune idee per i matrimoni estivi in location che hanno al loro interno fontane, piscine, laghetti o la presenza di acqua in generale. Perché non decorare l’acqua con petali galleggianti? Colorati e romantici, molto d’effetto, a me piacciono tantissimo… mi ricordano  le atmosfere orientali di alcuni tra i miei viaggi preferiti, Nord Africa, Inord dell’ndia e la vicina Andalusia in cui sono stata più volte e ritornerei sempre volentieri…

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Potete chiedere a chi si occupa dei fiori per il vostro matrimonio di darvi anche  dei fiori da spetalare: potrebbe avere dei fiori non più bellissimi ma molto adatti per questo scopo, da lasciarvi ad un prezzo scontato. Poi con l’aiuto delle amiche occupatevi voi di staccare i petali (il giorno prima se il matrimonio è al mattino, poi conservateli al fresco), sarà un momento di relax operoso e di chiacchere in tranquillità.

Il risultato potrebbe essere questo. (Fonte di tutte le foto: questa bacheca Pinterest).

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Se poi avete la fortuna di abitare in zone dal clima mite e vi sposate a estate inoltrata, i fiori coloratissimi della bougainville fanno per voi: magari li avete in giardino e possono accendere di colore la vostra festa.

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Cercando le foto di fiori nelle fontane ho notato che molti decorano le fontane non con i petali ma con i fiori. In questo caso l’effetto finale è a dir poco sontuoso.

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Lo stesso trattamento si può riservare alle piscine. Ovviamente concordate prima con la proprietà della location la possibilità di mettere dei petali o dei fiori in piscina, non tutti potrebbero essere d’accordo. Ma nel caso di risposta positiva sbizzarritevi: sul fondo azzurro o blu che di solito hanno tutte le piscine risalteranno tantissimo i fiori in tutte le tonalità del rosa.

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Concentrate i petali galleggianti in un angolo o su uno dei lati corti della piscina, poi si allargheranno da soli. Ovviamente non dimenticatevi di chiedere al fotografo di immortalare lo spettacolo meraviglioso che avete creato!

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E per chi si è già sposato, ma ha un giardino, l’idea per un party estivo può essere quella di rimepire bacini di zinco con acqua e petali colorati. Se poi siete così fortunati da avere una piscina o una fontana, sapete già come procedere…

In ogni caso, non dimenticate un trattamento anti zanzare soprattutto dove ci sono molti bacini d’acqua. I vostri ospiti ringrazieranno!

Festa della donna da Poppy Décor

L’8 marzo mi mette sempre un po’ tristezza, mi fa pensare alle troppe donne che continuano a diventare titoli di cronaca nera, vittime di violenza, sfuttamento, ignoranza.

Ma mentre dormivo la scorsa notte, la nostra super fotografa Elena Figoli lavorava per noi e mi ha spedito delle foto meravigliose scattate in un posto speciale, Poppy Décor, che sarebbe riduttivo chiamare negozio di fiori. E non posso non mostrarvele perché meritano veramente…

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Non sono mai stata in questo negozio, in provincia di Piacenza, ma in più di un’occasione ho visto, rimanendo incantata, le meraviglie che ne escono. Abbiamo avuto un’idea della loro creatività straordinaria con il matrimonio di Elena e Matteo.

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Dicevo non solo un negozio di fiori, Poppy Décor è un negozio di atmosfere, un luogo che affascina non solo per i fiori, bellissimi,

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ma anche per la cura dei dettagli romantici

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e i bellissimi oggetti proposti.

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Vorrei avere un giardino per poter esporre il cartello qui sopra… e guardate che bella idea la cassettina con le erbe aromatiche, per avere un gioardino dei profumi in balcone o su un davanzale.

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Dedico idealmente questi fiori meravigliosi alle donne che seguono questo blog, e a tutte le donne che meritano più rispetto di quanto ne ricevano ogni giorno.
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Grazie Elena per le foto!

Un amore forte come il legno: Elena e Matteo

«Ripercorrere il nostro giorno mi fa sognare ancora ad occhi aperti come una bambina davanti al cancello del castello delle fiabe. Io Matteo ci siamo sposati il 19 Luglio 2014 nella chiesa di Trevozzo, in provincia di Piacenza. Non avevamo legami particolari con questa chiesa, infatti volevamo che il ricordo legato ad essa fosse unico… Eravamo alla ricerca di un riparo dalla tanto temuta calura estiva, e ci è sembrata perfetta!» Inizia così Elena a raccontarmi del giorno del suo matrimonio. A presentarmela è la nostra bravissima fotografa Elena Figoli, a cui dobbiamo le foto incantevoli qui sotto.

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E per la ricerca di una location per il ricevimento Elena racconta: «Dopo un anno esatto di ricerche divertenti, mentre scorrazzavvamo da un capo all’altro della provincia piacentina ( accompagnati dalla nostra fedelissima amica Claudia e mia damigella, esperta navigata di organizzazioni di matrimoni) siamo approdati al Castello di Corticelli. Quel posto era lì per noi…eravamo noi…il giusto mix tra eleganza, atmosfera agreste, raffinatezza semplice da favola! E proprio a un chilometro di distanza dalla Chiesa. In più la proprietaria della location ci ha fatti sentire veramente a casa».

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«Per quanto riguarda tutto il resto, che dire, mio marito mi ha lasciato carta bianca… e io mi sono sbizzarrita. Mi sono messa completamente in gioco, perché volevo che il matrimonio fosse quanto più nostro possibile. Ho scelto il tema del legno, perché è quanto di più duraturo esista: si flette ma non si spezza, è secolare…insomma credo rappresenti al meglio l’amore e il matrimonio».

Tutti i decori riprendono il tema, dal libretto della messa, realizzato con carta legno, al porta fedi, alle decorazioni floreali, affidate alle cure di Claudia e Mattia di Poppy Decor.

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«Sin dal primo giorno in cui siamo entrati nel loro laboratorio mi sono sentita in una fiaba: trasmettono fantasia, voglia di fare, e una grande passione per il loro lavoro. Giusto quello che stavo cercando, e infatti sono bastati due secondi perché capissero quello che desideravamo per l’allestimento in chiesa, fuori dalla chiesa, al castello, ai tavoli e al tavolo della confettata. Hanno perfettamente riprodotto fisicamente quello che girava nella testolina nostra A loro siamo giunti grazie al prezioso consiglio di Michele, nostro amico del catering a cui ci siamo affidati. Che dire di quest’ultimo. Ha lasciato tutti senza parole…per la qualità è la raffinatezza dei piatti serviti. Insomma tutti a pancia elegantemente piena…».

Il legno è stato ripreso anche nelle decorazioni dei tavoli, nel tableau de marriage, nel guestbook -originalissimo, realizzato con sezioni di tronchi d’albero, firmate alla festa dagli invitati- e nei segnaposti sino alle bomboniere.

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«Il risultato finale è stato frutto di una collaborazione tra noi,  Poppy Decor, la Falegnameria Ferrari e i nostri amici della cooperativa sociale C.s.r Abilmente». Questi ultimi hanno realizzato le bomboniere, piccole lavagnette di legno con gessetti smeraldo e lampone, i colori fil rouge del matrimonio nei molti, curatissimi, dettagli.

Proprio in queste tonalità di colore sono stati scelti i confetti, e gli abiti delle damigelle: un verde mela per le più piccole e un verde brillante per le damigelle adulte.

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E che dire dell’abito da sposa: «Ho girato e girato, e dicevo: niente pizzo. Poi, entrando all’ atelier La Contessa, l’ho visto, me ne sono timidamente innamorata», ma neanche troppo timidamente,  «tanto che due ore dopo averlo provato ho richiamato Mara e Gabriella (le due proprietarie dell’atelier che per me sono state come due mammine) per prenotarlo. Un abito “Creazioni di Elena” non poteva che essere mio… insomma un segno del destino».

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«Se ripenso al nostro matrimonio penso ad una favola, perfettamente raccontata dalle preziose foto di Elena, con cui ci siamo sentiti sempre fantasticamente a nostro agio. Abbiamo apprezzato soprattutto la sua grande attenzione ai dettagli, e il saper cogliere tutti i momenti irripetibili che un giorno come questo offre.»

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«Tutto mi ha aiutata a sentirmi una principessa… il mio vestito in pizzo… il velo… il trucco da diva di Fabiana di Maquillab, il bouquet, la Rolls Royce su cui abbiamo viaggiato… E ancora di più il mio papà che mi stringe il braccio sulle note di Aria entrando in chiesa… mia mamma e mio fratello che mi guardano entrare con occhi lucidi di felicità… i sorrisi di tutti i nostri amici…»

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Ed ecco altre immagini, questo matrimonio è così ricco di dettagli interessanti che vorrei continuare ad aggiungere foto.

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Una principessa per un giorno? «Sì, forse i dettagli e il contorno aiutano… ma la fiaba continua tutti i giorni… con il principe che mi fa vivere nel castello dei suoi occhi».

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Grazie a Elena e Matteo per aver condiviso con noi il racconto di questo giorno indimenticabile, e ad Elena Figoli per aver salvato dal tempo che fugge tanti attimi meravigliosi.