Un matrimonio andaluso da cui prendere ispirazione

Sarebbe noioso l’elenco delle ragioni, per altro facilmente intuibili, che hanno causato la mia assenza dal blog. Forse nelle prossime settimane avrò un po’ di tempo, e intanto, in ogni caso, ecco un nuovo post.

Ho salvato tempo fa le foto di questo matrimonio: mi aveva colpito innanzitutto una foto trovata su Instagram dell’abito della sposa, inquadrato dall’alto e da dietro, sontuoso come pochi, con una caduta degna di un’incoronazione. Poi come dicevo il tempo passa, magari avrete già visto queste immagini ma ci tengo a pubblicarle comunque perché uno dei fili conduttori di queste nozze è l’ulivo, elemento che nei matrimoni trovo sempre elegante e piacevolmente mediterraneo (ne avevo già parlato qui).

Due antefatti per capire meglio: gli sposi sono Charlotte Wellesley, figlia del Duca di Wellington, e Alejandro Santo Domingo, magnate cubano erede di un impero economico non indifferente. I due rampolli hanno unito i loro destini circa un mese fa, a Illora, in Andalusia, tra Granada e Cordova, in una Spagna che più Spagna non si può e dove il padre della sposa può vantare un altro titolo di Duca e una proprietà nella quale si è svolto il party nuziale.

Blasonata lei, straricco lui, insomma non un matrimonio qualsiasi, e basta citare un paio di invitati per rendersene conto: il Re emerito di Spagna Juan Carlos e la Duchessa di Cornovaglia Camilla (vestita con un abito dall’aria flamenca molto adatto al sud della Spagna, ma bianco, il che mi stupisce parecchio).

Ma gli spunti da copiare con un budget certamente inferiore sono più di uno.

Partiamo subito dalla foto mozzafiato dell’abito di Charlotte, quella dalla quale hanno preso il via le mie ricerche iconografiche sul matrimonio e alla quale dobbiamo quindi questo articolo.

wellington abito dietro e testimone

La grandiosità dell’abito, che mi ha incantata, risiede proprio nel suo strascico ricco e pesante, con un che di medievale, mentre è estremamente semplice visto frontalmente, se non fosse sempre per la caduta impeccabile della gonna.

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Un aspetto sul quale riflettere nella scelta dell’abito da sposa è sicuramente questo: gli invitati, per tutto il tempo della cerimonia, vi osserveranno da dietro. Via libera quindi ad abiti con strascichi importanti per chi sceglie una cerimonia religiosa tradizionale, non solo perché le navate delle nostre chiese sono spazi adatti a srotolare lunghezze inedite, ma perché in molti casi le persone si ricorderanno soprattutto della parte posteriore del vostro abito.

Avete paura che lo strascico si riveli ingombrante per il resto della giornata? Concordate con l’atelier la possibilità di staccarlo dall’abito. Non è detto che poi non decidiate di tenere l’abito nella versione “importante” per tutta la durata dei festeggiamenti, del resto non capita tutti i giorni di poter indossare meraviglie di questo tipo (avete mai visto un pavone candido? immaginatelo senza coda… il risultato cambia parecchio).

Ma torniamo al nostro matrimonio andaluso. Prima di passare ai dettagli decorativi, c’è un altro aspetto da copiare nell’abito di Charlotte Wellesley, realizzato dalla couturier londinese Emilia Wickstead: il velo, particolarissimo, è in tulle ricamato con pois che da molto radi all’attaccatura sul capo della sposa, si fanno sempre più fitti scendendo verso il basso.

L’effetto si vede già nella prima foto, e forse ancora meglio in questa

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o anche in questa con il velo fatto volare dal vento prima dell’ingresso in chiesa.

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Torniamo al discorso dei rami d’ulivo, presenti con le loro foglie lanceolate nel bouquet della sposa

wellington bouquet

come nella grafica del matrimonio

wellington partecipazioni

(vediamo rispettivamente gli inviti e i libretti per la cerimonia)

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Il verde oliva è anche il colore scelto dalla sposa per finire gli abiti di  paggetti e damigelle, d’ulivo incoronate. Da notare le scarpe espadrillas, autentica concessione alla comodità dei bambini e allo spitito spagnolo della festa.

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Il verde oliva torna anche in altre scarpe, quella della sposa, a sorpresa, e nell’abito della damigella d’onore o testimone della sposa, quella che in Spagna chiamano “madrina”. Nell’ingrandimento qui sotto trovate entrambi.

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L’abito della madrina si vede meglio nella primissima immagine: dalla linea pulita ed elegante, nei colori caldi che richiamano la pietra della cattadrale di Illora e il paesaggio circostante, è lavorato a broccato con richiami verde oliva, fil rouge cromatico degli abiti.

Peccato non trovare un po’ di verde sullo sposo, ma già è miliardario e mi sembra sufficiente.

Di verde invece, anche se di un’altra nuance che direi sullo smeraldo, era vestita la sposa al la festa pre-wedding, la sera prima del gran giorno. La festa si è svolta nei giardini dell’Alhambra di Granada, un luogo talmente magico che per me è stato il colpo di grazia: questo matrimonio s’aveva da bloggare.

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L’immagine, tratta di Instagram, non è nitidissima ma rende bene l’idea dell’omaggio fatto dalla giovane all’Andalusia: l’abito ricorda molto quello delle ballerine di flamenco, per lunghezze, balze, movimento, così come l’acconciatura con i capelli raccolti in uno chignon basso e gli orecchini.

Se il matrimonio vi intriga, trovate molte immagini su Instagram scattate da fornitori e invitati con l’hashtag #charlejandro, nato dall’unione dei nomi degli sposi, che chissà perché prevedevano ovunque prima il nome della sposa.

Io continuerò a sognare del profumo di una notte di fine maggio, di musica e danze e una festa indimenticabile all’Alhambra… Questo dettaglio potranno permetterselo in pochi, ma i sogni per fortuna sono di tutti.

(fonte immagini: web)

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Sposi con la corona: Francesca e Dragi

Come promesso da tempo, e ormai alle soglie di San Valentino, torniamo finalmente a parlare di matrimoni con una storia davvero speciale, quella di Francesca e di Dragi.

Anche questa volta devo ringraziare la mia amica fotografa Elena Figoli, che mi ha offerto le foto e mi ha messa in contatto con la sposa perché mi raccontasse tutto il dietro le quinte del suo emozionante matrimonio.

Vi lascio alle parole di Francesca, che si definisce una sposa atipica, poco romantica, ma che con il racconto del suo giorno unico ci lascia respirare molate emozioni: «Io e Dragi ci siamo sposati il 29 agosto 2015 nel duomo di Bobbio. Ci conosciamo fin da bambini, da quando lui è arrivato con la sua famiglia dalla Macedonia, a dieci anni; oggi siamo insieme da undici anni e mezzo e quando ci siamo sposati convivevamo da un anno».
«Abbiamo deciso di sposarci lo scorso febbraio e tutti ci hanno dato dei pazzi, il tempo per i preparativi era troppo poco. Ma noi siamo così, quando decidiamo una cosa vogliamo farla “prima di subito” e così è stato».
Francesca racconta la scelta della chiesa e del ristorante per il ricevimento, come sempre le prime due cose da fissare (le località nominate sono in provincia di Piacenza): «La scelta della chiesa è stata la più semplice, volevamo sposarci a Bobbio e il Duomo è stupendo, quindi… ma anche la data non è stata difficile da stabilire, perchè a entrambi piaceva l’idea di sposarci in estate. Per la scelta della location sapevamo di non volerci allontanare troppo dal luogo della celebrazione, quindi abbiamo deciso di fare il ricevimento al “Divina” a Marsaglia; il posto è bellissimo, elegante ma giovane e non troppo formale, proprio come siamo noi. E poi io sono cresciuta a Marsaglia, quindi mi piaceva l’idea della festa nel luogo in cui ho trascorso la mia infanzia».
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 Ma una volta scelto il marito, ad una sposa rimane un’altra scelta difficile: l’abito.
«La ricerca del vestito non è durata molto (per fortuna), sono prima andata in un grande negozio di abiti da sposi per farmi una prima idea, ma quando sono entrata nell’atelier Donne di moda di Piacenza ho subito capito che avrei trovato quello che cercavo e infatti così è stato, appena ho provato il mio abito ho avuto l’approvazione di mia mamma e delle mie amiche. Non smetterò mai di ringraziare Gianna, la proprietaria, per la sua immensa pazienza e professionalità nel vestire una sposa un po’ atipica come me. Ha cercato in tutti modi di farmi sentire una principessa (in realtà senza riuscirci! io e le principesse viviamo in mondi troppo lontani!)».
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Un aspetto dei matrimoni che mi piace molto è il coinvolgimento degli sposi nella cura dei dettagli, fattore che rende un matrimonio veramente unico e riflesso immediato delle personalità dei suoi protagonisti. Il matrimonio di Francesca e Dragi evidentemente è uno di questi: «Volevamo che il matrimonio fosse “nostro”, che ci rispecchiasse in tutto e per tutto e per questo abbiamo deciso di fare -quasi- tutto noi con l’aiuto dei nostri amici: partecipazioni, menu, libretti per la messa,tableau de mariage, allestimento della location, centrotavola, bomboniere (semplici vasetti in vetro a chiusura ermetica dove ogni invitato poteva scegliere di metterei vari tipi di confetti). Ho chiesto alla mia amica Micaela, bravissima ed esperta di grafica, di realizzarci le partecipazioni e insieme a lei e a Martina, una delle mie testimoni, le abbiamo tutte imbustate e chiuse con il sigillo di ceralacca con le nostre iniziali».
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«Come  tema del matrimonio abbiamo scelto le spezie e questo è stato il filo conduttore. Il giorno prima del matrimonio insieme ai nostri più cari amici siamo andati ad allestire la location: abbiamo realizzato il tableau de mariage, posizionato le tantissime candele per illuminare e delineare il passaggio e allestito i tavoli, ognuno con il nome di una spezia diversa (zenzero, perpe rosa, peperoncino, bacche di ginepro….)».
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E i fiori, questa esplosione di colori estivi, sono stati un’idea della sposa: «Per quanto riguarda i fiori, mi sono affidata a Davide e Daniele di Kadò; desideravo la chiesa colorata, vestita a festa, volevo rendere il duomo meno solenne e più familiare e devo dire che sono stata accontentata alla perfezione: la chiesa era bellissima, non potevo desiderare di meglio! All’ingresso c’era un arazzo di fiori con le nostre iniziali e tanti coni con riso di vario tipo e nella navata centrale composizioni a terra, vasi con dentro diverse spezie, sempre per richiamare il tema della giornata, e candele. Per non parlare poi del mio fantastico bouquet, scrupolosamente consegnato a casa da Daniele insieme ai braccialetti per le damigelle».
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Le foto bellissime, invece, sono state la causa di un fortunato imprevisto: «Mancavano pochi giorni al matrimonio e siamo rimasti senza il fotografo che era stato inizialmente ingaggiato. Subito è stata la disperazione, poi per fortuna abbiamo contattato Elena ed era disponibile!».
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 «Il giorno del matrimonio ero stranamente molto tranquilla, forse perchè avevo la situazione sotto controllo e poi il tempo era stupendo, e caldissimo, proprio come avevo immaginato, invece Dragi era un po’ più nervoso di me. Finalmente era arrivato il momento di prepararmi, a casa mia c’erano mia mamma, le mie testimoni e le mie amiche, nonchè damigelle,  che mi hanno aiutata a vestirmi».
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«Poi sono arivate anche le addette al trucco e parrucco: la bravissima Chiara Cantù per il make up (soddisfattissima del risultato! Si dice che il trucco fa miracoli e lei c’è riuscita!) e la mia fidata parrucchiara Pinuccia per l’acconciatura».
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«Dragi è arrivato in chiesa sul cassone di un’Ape addobbata per l’occasione accompagnato dai suoi testimoni, io, invece, sono arrivata con mio papà a bordo di una fantastica Lancia Aurelia».
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Ed ecco un bellissimo colpo di scena architettato dagli sposi: «La cerimonia è stata bellissima e super personale grazie a Don Paolo, il parroco di Bobbio, insieme a lui abbiamo scelto letture, Vangelo e abbiamo deciso di inserire il rito dell’incoronazione degli sposi; Dragi è di religione ortodossa e per loro l’incoronazione è un momento fondamentale del rito del matrimonio».
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 «Per questo motivo abbiamo deciso di inserire una parte facoltativa (che io non sapevo nemmeno che esistesse!) del rito cattolico per richiamare il rito ortodosso e abbiamo lasciato tutti gli ospiti di stucco».
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«Al termine della funzione siamo andati con Elena e la sua assistente Valeria a scattare qualche foto per i vicoli di Bobbio e sul Ponte Gobbo».
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«Nonostante avessimo deciso praticamente tutto all’ultimo per quanto riguarda le foto (infatti abbiamo anche molto improvvisato), Elena è stata bravissima! Ha saputo metterci a nostro agio e ha capito esattamente il tipo di foto che volevamo».
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 E devo dire che anche questa volta le foto sono bellissime, e traducono perfettamente lo spirito giovane, fresco e sbarazzino di questa coppia.
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Ed eccoci arrivati al rinfresco, anche questo all’insegna dell’indole spensierata di Francesca e Dragi: «Durante la cena i nostri amici non hanno perso occasione di farci scherzi e dopo il taglio della torta ci siamo scatenati: cocktails, musica, anche macedone, e per finire si sono tuffati tutti in piscina! Per fortuna io sono stata risparmiata!».
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«É stata veramente una giornata speciale, stupenda e al di sopra delle aspettative e questo soprattutto grazie ai nostri fantastici amici  e parenti  e a tutti coloro che hanno reso possibile questo giorno» e Francesca ci suggerisce un gesto bellissimo da fare dopo le nozze, ringraziamenti personalizzati per gli invitati: «abbiamo deciso di omaggiare in seguito i nostri invitati di una cartolina (che richiamava lo stile delle partecipazioni) con una foto scattata durante il matrimonio con ognuno di loro e una frase di ringraziamento personalizzata. E’ stato un lavoraccio, ma era il minimo per ringraziarli».
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Grazie Francesca e Dragi, e grazie Elena che con queste foto bellissime ha fatto vivere anche a noi l’atmosfera festosa di questo giorno unico.
Grazie!
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Abito da sposa: tendenza blush e dusty grey

A inizio maggio sono stata ad un matrimonio bellissimo. L’abito della sposa, che avevo visto in anteprima durante una prova al mio atelier preferito, Poesie, dove quatto anni fa ho comprato anch’io il mio abito, non era bianco. Ed era stupendo. Era color cipria.

Sembrava davvero che l’abito si fosse leggermente incipriato per essere ancora più bello. Ed io, che faccio sempre il tifo per l’abito bianco, prima di tutto perché è sempre bellissimo e sta bene a tutte, mi sono ricreduta.

Sperando prima o poi di mostrarvi anche l’abito di cui sopra (se mi seguite su Instagram ne avete avuto un assaggio), ho trovato questo abito di Reem Acra che rende bene l’idea di ciò che intendo.

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Il punto di cipria che mi fa veramente impazzire è quello dell’abito qui sotto: appena accennato, che quasi sembra bianco ma no, non lo è. L’abito è di Watters.

blush

Un’altra possibilità per chi fosse in cerca di sfumature dei toni pastello, è quella del grigio polvere, o azzurro polvere. L’effetto è sempre molto romantico e raffinato.

dusty gray

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Il modello qui sotto è di una stilista catalana molto creativa, Maria Lluisa Rabell. Sul suo sito potete trovare altre idee per abiti colorati.

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Che ve ne pare?

Crediti fotografici, per tutte le foto: la mia bacheca Pinterest Wedding Tales.

Daniela e Daniele, un matrimonio giovane e floreale

Oggi riesco finalmente a parlarvi di un altro matrimonio incantevole che possiamo rivivere attraverso le sempre affascinanti foto di Elena Figoli, quello di Daniela e Daniele.

Elena mi mette in contatto con Daniela che, dopo qualche scambio di email – nelle quali la nostra sposa mi dice tra l’altro che l’articolo di Simplicitas dedicato alle tavole di Natale le ha dato ispirazione per la sua prima tavola di Natale da sposata, cosa che ovviamente mi riempie di gioia – mi racconta tutto del suo giorno speciale.

«Eccomi – scrive Daniela – parlare del mio matrimonio mi rallegra ed entusiasma sempre! Ne parlerei per ore e ore. Io e Daniele ci siamo sposati il 28 giugno 2014 nella chiesta di Pittolo, il paesino in provincia di Piacenza dove sono nata e cresciuta, e dove tutt’ora vivono i miei genitori. Abbiamo deciso di sposarci un anno prima della data prescelta. Giugno è un mese a cui tengo particolarmente, e Daniele desiderava sposarsi in estate… quale momento migliore?

Il giorno è stato scelto tenendo conto delle esigenze di alcuni invitati che abitano all’estero, e senza i quali non avremmo potuto festeggiare, perché per noi era importante avere accanto in questo momento la nostra famiglia (e intendo i parenti veri..non quelli che vedi solo per i funerali) e gli amici.

Abbiamo cercato di organizzare cerimonia e ricevimento a distanze il più possibile ravvicinate. Dopo la chiesa ci siamo trasferiti a Case Calcati per il ricevimento…a 3 km dalla chiesa. I preparativi sono stati piuttosto easy! Per prima cosa abbiamo scelto di non svelare troppo ai nostri famigliari, per far loro una sorpresa. Dopo aver fissato la chiesa e il ristorante ci siamo dedicati a tutto il resto. Resto che è partito dalla scelta del fiorista, caduta su quello che a mio modo di vedere è il miglior florist del mondo, Daniele di Kado. Daniele è un fiorista che ho conosciuto per lavoro; mentre io iniziavo a muovere i primi passi nella consulenza, lui apriva il suo negozio di fiori. Daniele ci ha incontrati poche volte… ci ha mostrato alcune sue idee… e fin da subito ci ha colpito per l’originalità, per saper stupire in continuazione. Gli abbiamo dato carta libera, solo qualche piccola indicazioni su quello che proprio non ci piace… E non me ne sono pentita: Il nostro florist ha stupito tutti, e ricevere il bouquet, vedere la chiesa addobbata e i tavoli per il ricevimento, sono state una sorpresa anche per noi!

Il mio bouquet mi rispecchiava alla grande, colorato e d’effetto, con fiori, edera, more… e succulente! Tutti sono rimasti a bocca aperta, e la cosa bella è che il mio bouquet vive ancora oggi: ho tolto le succulente e ora sono in un terrario in casa…»

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Ecco un’immagine delle succulente piantate in casa degli sposi, cortesia di Daniela.

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«Tramite il florist abbiamo conosciuto anche Elena, una giovane e brava fotografa che con molta discrezione ha saputo raccoglie momenti indimenticabili che porteremo sempre con noi! Vedere le sue foto è sempre emozionante…

Elena, in particolare, dopo la cerimonia in chiesa ci ha accompagnati da mia nonna Bianca, di 94 anni, che qualche giorno prima del matrimonio ha avuto un ictus, e sembrava avere i giorni contati. Evidentemente è una super nonna, perché si è ripresa…ed è riuscita a vedere sua nipote in veste di sposa…  ed io, grazie alle foto di Elena, porterò sempre con me questo momento! Adesso la nonna sta bene, e  quando le racconto  le mie avventure di giovane sposa se la ride alla grande!

Per quanto riguarda gli inviti ci siamo rivolte alle due grafiche di Brandsurf, e a nostro modo hanno fatto un capolavoro! Durante un pranzo di lavoro mi chiedevano un po’ di info sull’organizzazione del matrimonio…ed hanno elaborato quello che loro stesse definiscono, un invito scintillante-organico! Hanno anche loro ripreso il tema delle succulente, puntando del verde e creando una D su misura per noi, visto che abbiamo lo stesso nome, Daniela e Daniele…tanto che molti ci chiamano “i Dans”»

La doppia D ritorna in una delle decorazioni floreali fuori dalla chiesa.

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Anche in questo matrimonio, come in quello di Elena e Matteo, non mancano  gli spunti per utili e graziose bomboniere ad alto livello di personalizzazione:

«Per le bomboniere ci siamo affidati alle nostre capacità di distillatori: Daniele è noto fra gli amici per il basilicello, un liquore al basilico. Abbiamo così organizzato una piccola distilleria home made e abbiamo confezionato 150 bomboniere, molto gradite dagli invitati!»

Anche i dettagli sull’abito, croce e delizia di ogni sposa, non mancano:

«Le storie che ci sono dietro ai matrimoni sono tante – conferma Daniela centrando proprio ciò che rende unico un evento di questo tipo: le storie personali, le coincidenze, i piccoli particolari che ci emozionano – sicuramente una delle più strampalate è capitata a me e al mio abito. Ho scelto un atelier quasi a caso. Entrando non ho addocchiato molto, ma curiosando fra gli abiti appesi ho trovato proprio quello che cercavo: semplice, dal gusto retrò e con pizzo… una volta indossato ho capito che era l’abito giusto.
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Quel giorno ero in compagnia di mia mamma e di un’amica che è cresciuta con me, anche loro sono state colpite. Da quel momento ho iniziato a fantasticare su me e Daniele… già ci vedevo ai piedi dell’altare. Più tardi, a febbraio, vengo a scoprire di aver scelto un abito identico a quello di un’amica che si sarebbe sposata a maggio, che mi aveva invitata e che io avevo invitato.  Appena scoperto questo dettaglio, mi sono sentita crollare, anche perché questa ragazza è carinissima, io ho i miei chiletti in più, e all’idea di sapere che Daniele avrebbe visto l’abito prima, e che magari mi avrebbe detto che non gli piaceva… panico!!!

Ma fortunatamente, sia io che l’altra ragazza avevamo in mente alcune varianti che hanno saputo differenziare l’abito. E io nel frattempo ho capito che, dopotutto, la cosa più importante eravamo e siamo io e Daniele. Ho avuto la fortuna di poter sposare la persona che amo, che voglio accanto per tutto il resto della mia vita. Con cui voglio ridere, sorridere, ma anche discutere… avere da ridire perché magari lascia in disordine la cucina, o che mi riprendere perché non schiaccio bene il tubetto del dentifricio… scoprire il mondo insieme… avere una famiglia, tutto il resto è il contorno della nostra favola.»

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Un altro dettaglio personalissimo che Daniela mi racconta è quello legato alla macchina degli sposi, scelta appositamente da suo padre.

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«Scendere insieme a mio Padre dall’auto con cui lui ha scelto di accompagnarmi, è stato molto emozionante, come percorrere insieme la navata,guardando Daniele che mi aspettava emozionato sull’altare.»

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Allora grazie di cuore a Daniela per il bellissimo racconto delle sue nozze, e come sempre ad Elena per le foto!
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Auguri di molti altri giorni felici, Daniela e Daniele.

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Mettetelo nero su bianco

Se è vero che il giorno del matrimonio è per la sposa il giorno del bianco per eccellenza, è anche vero che tra tutti i colori possibili il nero, abbinato con il bianco, è istintivamente quello che più colpisce.

Ecco qualche modo per indossare il nero nel giorno del vostro matrimonio.

Partiamo da un effetto optical a righe bianche e nere, per una sposa non convenzionale…


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o -molto più facile- per le damigelle, o la testimone.

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Un tocco di nero può essere aggiunto con un delizioso paio di scarpe da sera, che potreste rimettere anche in altri momenti (e magari il matrimonio sarà l’occasione per concedervi un paio di scarpe super che altrimenti non avreste comprato), o semplicemente delle scarpe con un dettaglio in nero, come in questo modello di Prada.

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La base dell’abito non è proprio bianca ma il pois nero è delizioso, magari per un matrimonio civile o per le seconde nozze. E anche in questo caso date un’occhiata alle scarpe.

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Un abito con un magnifico dettaglio nero è questo modello della collezione permanente di Vera Wang.

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Un tripudio di morbido tulle e pizzo, un abito che coniuga tradizione e modernità, e che mi è sempre piaciuto tantissimo.

Non per niente abiti con dettagli in nero sono stati proposti negli ultimi anni da tutti gli atelier sposa.

Io al tempo ho adottato una soluzione simile a quella qui sopra: durante la cerimonia avevo indossato l’abito senza la fusciacca nera, che avevo aggiunto al momento del ricevimento serale. Mi ricordo che desideravo un tocco di colore, e avevo provato all’inizio colori pastello, un azzurro polvere, un rosa antico, entrambi stupendi, ma non risaltavano sul bianco… una fascia turchese mi aveva affascinata, ma niente reggeva il confronto con il nero. E così, fra mille dubbi, avevo ceduto alla seduzione del contrasto più forte di tutti.

Un’altra soluzione può essere un po’ di nero nei fiori. Magari senza esagerare, mescolandolo ad altri colori per evitare l’effetto Morticia Addams!

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Potete trovare altre ispirazioni nella sezione Wedding tales del mio profilo Pinterest.

Pizzo e peonie. Per tutta la vita.

Lasciatemi entrare nel vivo del discorso matrimoni con la confessione delle mie ossessioni in merito. Non c’è nient’altro in un matrimonio che mi faccia innamorare di più che vedere l’abito della sposa in pizzo e le peonie protagoniste tra i fiori. Trovo entrambi gli elementi romantici e ricercati, di un’eleganza fuori dal tempo.

Ecco qualche foto selezionata per voi dal mio profilo Pinterest.

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Le peonie sono perfette in tutte le nuances del rosa pallido, e sono ancora più spettacolari se un po’ aperte.

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Bellissimo l’effetto di questo bouquet  sotto al velo, idea per uno scatto da chiedere al fotografo.
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Quello sotto è il dettaglio di un abito Jenny Packham meraviglioso. Qualche anno fa la Duchessa di Cambidge lo indossò in verde per una serata – beata lei che questi abiti da sogno li può indossare con una certa frequenza.9ba951e33fd3aa6997ca0133de3521e5

Mi piace l’effetto di leggera trasparenza creato dal pizzo sui profili degli abiti.

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E ancora pizzo. Stupenda questa gonna così ricca.

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E infine, la perfezione. Chi, se non lei…

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E a voi, che cosa piace di più?