Un matrimonio andaluso da cui prendere ispirazione

Sarebbe noioso l’elenco delle ragioni, per altro facilmente intuibili, che hanno causato la mia assenza dal blog. Forse nelle prossime settimane avrò un po’ di tempo, e intanto, in ogni caso, ecco un nuovo post.

Ho salvato tempo fa le foto di questo matrimonio: mi aveva colpito innanzitutto una foto trovata su Instagram dell’abito della sposa, inquadrato dall’alto e da dietro, sontuoso come pochi, con una caduta degna di un’incoronazione. Poi come dicevo il tempo passa, magari avrete già visto queste immagini ma ci tengo a pubblicarle comunque perché uno dei fili conduttori di queste nozze è l’ulivo, elemento che nei matrimoni trovo sempre elegante e piacevolmente mediterraneo (ne avevo già parlato qui).

Due antefatti per capire meglio: gli sposi sono Charlotte Wellesley, figlia del Duca di Wellington, e Alejandro Santo Domingo, magnate cubano erede di un impero economico non indifferente. I due rampolli hanno unito i loro destini circa un mese fa, a Illora, in Andalusia, tra Granada e Cordova, in una Spagna che più Spagna non si può e dove il padre della sposa può vantare un altro titolo di Duca e una proprietà nella quale si è svolto il party nuziale.

Blasonata lei, straricco lui, insomma non un matrimonio qualsiasi, e basta citare un paio di invitati per rendersene conto: il Re emerito di Spagna Juan Carlos e la Duchessa di Cornovaglia Camilla (vestita con un abito dall’aria flamenca molto adatto al sud della Spagna, ma bianco, il che mi stupisce parecchio).

Ma gli spunti da copiare con un budget certamente inferiore sono più di uno.

Partiamo subito dalla foto mozzafiato dell’abito di Charlotte, quella dalla quale hanno preso il via le mie ricerche iconografiche sul matrimonio e alla quale dobbiamo quindi questo articolo.

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La grandiosità dell’abito, che mi ha incantata, risiede proprio nel suo strascico ricco e pesante, con un che di medievale, mentre è estremamente semplice visto frontalmente, se non fosse sempre per la caduta impeccabile della gonna.

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Un aspetto sul quale riflettere nella scelta dell’abito da sposa è sicuramente questo: gli invitati, per tutto il tempo della cerimonia, vi osserveranno da dietro. Via libera quindi ad abiti con strascichi importanti per chi sceglie una cerimonia religiosa tradizionale, non solo perché le navate delle nostre chiese sono spazi adatti a srotolare lunghezze inedite, ma perché in molti casi le persone si ricorderanno soprattutto della parte posteriore del vostro abito.

Avete paura che lo strascico si riveli ingombrante per il resto della giornata? Concordate con l’atelier la possibilità di staccarlo dall’abito. Non è detto che poi non decidiate di tenere l’abito nella versione “importante” per tutta la durata dei festeggiamenti, del resto non capita tutti i giorni di poter indossare meraviglie di questo tipo (avete mai visto un pavone candido? immaginatelo senza coda… il risultato cambia parecchio).

Ma torniamo al nostro matrimonio andaluso. Prima di passare ai dettagli decorativi, c’è un altro aspetto da copiare nell’abito di Charlotte Wellesley, realizzato dalla couturier londinese Emilia Wickstead: il velo, particolarissimo, è in tulle ricamato con pois che da molto radi all’attaccatura sul capo della sposa, si fanno sempre più fitti scendendo verso il basso.

L’effetto si vede già nella prima foto, e forse ancora meglio in questa

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o anche in questa con il velo fatto volare dal vento prima dell’ingresso in chiesa.

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Torniamo al discorso dei rami d’ulivo, presenti con le loro foglie lanceolate nel bouquet della sposa

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come nella grafica del matrimonio

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(vediamo rispettivamente gli inviti e i libretti per la cerimonia)

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Il verde oliva è anche il colore scelto dalla sposa per finire gli abiti di  paggetti e damigelle, d’ulivo incoronate. Da notare le scarpe espadrillas, autentica concessione alla comodità dei bambini e allo spitito spagnolo della festa.

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Il verde oliva torna anche in altre scarpe, quella della sposa, a sorpresa, e nell’abito della damigella d’onore o testimone della sposa, quella che in Spagna chiamano “madrina”. Nell’ingrandimento qui sotto trovate entrambi.

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L’abito della madrina si vede meglio nella primissima immagine: dalla linea pulita ed elegante, nei colori caldi che richiamano la pietra della cattadrale di Illora e il paesaggio circostante, è lavorato a broccato con richiami verde oliva, fil rouge cromatico degli abiti.

Peccato non trovare un po’ di verde sullo sposo, ma già è miliardario e mi sembra sufficiente.

Di verde invece, anche se di un’altra nuance che direi sullo smeraldo, era vestita la sposa al la festa pre-wedding, la sera prima del gran giorno. La festa si è svolta nei giardini dell’Alhambra di Granada, un luogo talmente magico che per me è stato il colpo di grazia: questo matrimonio s’aveva da bloggare.

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L’immagine, tratta di Instagram, non è nitidissima ma rende bene l’idea dell’omaggio fatto dalla giovane all’Andalusia: l’abito ricorda molto quello delle ballerine di flamenco, per lunghezze, balze, movimento, così come l’acconciatura con i capelli raccolti in uno chignon basso e gli orecchini.

Se il matrimonio vi intriga, trovate molte immagini su Instagram scattate da fornitori e invitati con l’hashtag #charlejandro, nato dall’unione dei nomi degli sposi, che chissà perché prevedevano ovunque prima il nome della sposa.

Io continuerò a sognare del profumo di una notte di fine maggio, di musica e danze e una festa indimenticabile all’Alhambra… Questo dettaglio potranno permetterselo in pochi, ma i sogni per fortuna sono di tutti.

(fonte immagini: web)

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Sposi con la corona: Francesca e Dragi

Come promesso da tempo, e ormai alle soglie di San Valentino, torniamo finalmente a parlare di matrimoni con una storia davvero speciale, quella di Francesca e di Dragi.

Anche questa volta devo ringraziare la mia amica fotografa Elena Figoli, che mi ha offerto le foto e mi ha messa in contatto con la sposa perché mi raccontasse tutto il dietro le quinte del suo emozionante matrimonio.

Vi lascio alle parole di Francesca, che si definisce una sposa atipica, poco romantica, ma che con il racconto del suo giorno unico ci lascia respirare molate emozioni: «Io e Dragi ci siamo sposati il 29 agosto 2015 nel duomo di Bobbio. Ci conosciamo fin da bambini, da quando lui è arrivato con la sua famiglia dalla Macedonia, a dieci anni; oggi siamo insieme da undici anni e mezzo e quando ci siamo sposati convivevamo da un anno».
«Abbiamo deciso di sposarci lo scorso febbraio e tutti ci hanno dato dei pazzi, il tempo per i preparativi era troppo poco. Ma noi siamo così, quando decidiamo una cosa vogliamo farla “prima di subito” e così è stato».
Francesca racconta la scelta della chiesa e del ristorante per il ricevimento, come sempre le prime due cose da fissare (le località nominate sono in provincia di Piacenza): «La scelta della chiesa è stata la più semplice, volevamo sposarci a Bobbio e il Duomo è stupendo, quindi… ma anche la data non è stata difficile da stabilire, perchè a entrambi piaceva l’idea di sposarci in estate. Per la scelta della location sapevamo di non volerci allontanare troppo dal luogo della celebrazione, quindi abbiamo deciso di fare il ricevimento al “Divina” a Marsaglia; il posto è bellissimo, elegante ma giovane e non troppo formale, proprio come siamo noi. E poi io sono cresciuta a Marsaglia, quindi mi piaceva l’idea della festa nel luogo in cui ho trascorso la mia infanzia».
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 Ma una volta scelto il marito, ad una sposa rimane un’altra scelta difficile: l’abito.
«La ricerca del vestito non è durata molto (per fortuna), sono prima andata in un grande negozio di abiti da sposi per farmi una prima idea, ma quando sono entrata nell’atelier Donne di moda di Piacenza ho subito capito che avrei trovato quello che cercavo e infatti così è stato, appena ho provato il mio abito ho avuto l’approvazione di mia mamma e delle mie amiche. Non smetterò mai di ringraziare Gianna, la proprietaria, per la sua immensa pazienza e professionalità nel vestire una sposa un po’ atipica come me. Ha cercato in tutti modi di farmi sentire una principessa (in realtà senza riuscirci! io e le principesse viviamo in mondi troppo lontani!)».
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Un aspetto dei matrimoni che mi piace molto è il coinvolgimento degli sposi nella cura dei dettagli, fattore che rende un matrimonio veramente unico e riflesso immediato delle personalità dei suoi protagonisti. Il matrimonio di Francesca e Dragi evidentemente è uno di questi: «Volevamo che il matrimonio fosse “nostro”, che ci rispecchiasse in tutto e per tutto e per questo abbiamo deciso di fare -quasi- tutto noi con l’aiuto dei nostri amici: partecipazioni, menu, libretti per la messa,tableau de mariage, allestimento della location, centrotavola, bomboniere (semplici vasetti in vetro a chiusura ermetica dove ogni invitato poteva scegliere di metterei vari tipi di confetti). Ho chiesto alla mia amica Micaela, bravissima ed esperta di grafica, di realizzarci le partecipazioni e insieme a lei e a Martina, una delle mie testimoni, le abbiamo tutte imbustate e chiuse con il sigillo di ceralacca con le nostre iniziali».
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«Come  tema del matrimonio abbiamo scelto le spezie e questo è stato il filo conduttore. Il giorno prima del matrimonio insieme ai nostri più cari amici siamo andati ad allestire la location: abbiamo realizzato il tableau de mariage, posizionato le tantissime candele per illuminare e delineare il passaggio e allestito i tavoli, ognuno con il nome di una spezia diversa (zenzero, perpe rosa, peperoncino, bacche di ginepro….)».
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E i fiori, questa esplosione di colori estivi, sono stati un’idea della sposa: «Per quanto riguarda i fiori, mi sono affidata a Davide e Daniele di Kadò; desideravo la chiesa colorata, vestita a festa, volevo rendere il duomo meno solenne e più familiare e devo dire che sono stata accontentata alla perfezione: la chiesa era bellissima, non potevo desiderare di meglio! All’ingresso c’era un arazzo di fiori con le nostre iniziali e tanti coni con riso di vario tipo e nella navata centrale composizioni a terra, vasi con dentro diverse spezie, sempre per richiamare il tema della giornata, e candele. Per non parlare poi del mio fantastico bouquet, scrupolosamente consegnato a casa da Daniele insieme ai braccialetti per le damigelle».
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Le foto bellissime, invece, sono state la causa di un fortunato imprevisto: «Mancavano pochi giorni al matrimonio e siamo rimasti senza il fotografo che era stato inizialmente ingaggiato. Subito è stata la disperazione, poi per fortuna abbiamo contattato Elena ed era disponibile!».
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 «Il giorno del matrimonio ero stranamente molto tranquilla, forse perchè avevo la situazione sotto controllo e poi il tempo era stupendo, e caldissimo, proprio come avevo immaginato, invece Dragi era un po’ più nervoso di me. Finalmente era arrivato il momento di prepararmi, a casa mia c’erano mia mamma, le mie testimoni e le mie amiche, nonchè damigelle,  che mi hanno aiutata a vestirmi».
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«Poi sono arivate anche le addette al trucco e parrucco: la bravissima Chiara Cantù per il make up (soddisfattissima del risultato! Si dice che il trucco fa miracoli e lei c’è riuscita!) e la mia fidata parrucchiara Pinuccia per l’acconciatura».
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«Dragi è arrivato in chiesa sul cassone di un’Ape addobbata per l’occasione accompagnato dai suoi testimoni, io, invece, sono arrivata con mio papà a bordo di una fantastica Lancia Aurelia».
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Ed ecco un bellissimo colpo di scena architettato dagli sposi: «La cerimonia è stata bellissima e super personale grazie a Don Paolo, il parroco di Bobbio, insieme a lui abbiamo scelto letture, Vangelo e abbiamo deciso di inserire il rito dell’incoronazione degli sposi; Dragi è di religione ortodossa e per loro l’incoronazione è un momento fondamentale del rito del matrimonio».
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 «Per questo motivo abbiamo deciso di inserire una parte facoltativa (che io non sapevo nemmeno che esistesse!) del rito cattolico per richiamare il rito ortodosso e abbiamo lasciato tutti gli ospiti di stucco».
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«Al termine della funzione siamo andati con Elena e la sua assistente Valeria a scattare qualche foto per i vicoli di Bobbio e sul Ponte Gobbo».
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«Nonostante avessimo deciso praticamente tutto all’ultimo per quanto riguarda le foto (infatti abbiamo anche molto improvvisato), Elena è stata bravissima! Ha saputo metterci a nostro agio e ha capito esattamente il tipo di foto che volevamo».
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 E devo dire che anche questa volta le foto sono bellissime, e traducono perfettamente lo spirito giovane, fresco e sbarazzino di questa coppia.
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Ed eccoci arrivati al rinfresco, anche questo all’insegna dell’indole spensierata di Francesca e Dragi: «Durante la cena i nostri amici non hanno perso occasione di farci scherzi e dopo il taglio della torta ci siamo scatenati: cocktails, musica, anche macedone, e per finire si sono tuffati tutti in piscina! Per fortuna io sono stata risparmiata!».
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«É stata veramente una giornata speciale, stupenda e al di sopra delle aspettative e questo soprattutto grazie ai nostri fantastici amici  e parenti  e a tutti coloro che hanno reso possibile questo giorno» e Francesca ci suggerisce un gesto bellissimo da fare dopo le nozze, ringraziamenti personalizzati per gli invitati: «abbiamo deciso di omaggiare in seguito i nostri invitati di una cartolina (che richiamava lo stile delle partecipazioni) con una foto scattata durante il matrimonio con ognuno di loro e una frase di ringraziamento personalizzata. E’ stato un lavoraccio, ma era il minimo per ringraziarli».
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Grazie Francesca e Dragi, e grazie Elena che con queste foto bellissime ha fatto vivere anche a noi l’atmosfera festosa di questo giorno unico.
Grazie!
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Ispirazioni natalizie

Arrivo un po’ lunga con i consigli per il Natale, ma in ogni caso eccoci qui.

Chi segue le mie bacheche Pinterest dedicate alla tavola di Natale e all’inverno ha già visto tutto, ho collezionato queste immagini già da un po’ di tempo, diciamo da inizio Novembre almeno, in vista delle feste ormai imminenti.

Partiamo da una bellissima idea per i nostri pacchi regalo. Come vi paiono travestiti da renna? A me sono piaciuti molto, e conto di incartare così almeno per i regali dei più piccoli.

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Passiamo alla tavola. Vi ricordate il matrimonio che aveva il legno come tema decorativo? Per Natale mi piacerebbe molto utilizzare delle sezioni di tronco come sottopiatti. Fanno un po’ tavola country, ma scaldano subito l’atmosfera.

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Un’alternativa è lavola in bianco e oro. L’oro è un colore che diffcilmente, passato il momento delle feste natalizie e di fine anno, ci si può concedere. Eppure, se non mescolato a troppi altri colori, regala un effetto finale raffinato, prezioso e certamente festaiolo.

Non penso a niente di troppo opulento, ma ad una soluzione essenziale e non ridondante, come quella qui sotto.

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Un po’ di glitter dorato, o piccole stelline, lasciati cadere sulla tovaglia aggiungeranno magia, soprattutto se si tratta di una cena.

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Se pensate ad una cena della vigilia in bianco e oro, potete osare una tovaglia in tartan per il pranzo del 25. A me l’effetto piace tantissimo. Una volta ho provato ad apparecchiare utilizzando un plaid ma mio marito aveva bocciato la mise. Eppure sono convinta che la strada non sia sbagliata, voglio sperimentare ancora un po’.

Chi segue il gruppo di Facebook che ho nominato nell’ultimo articolo, avrà visto, fra tante tavole meravigliose, che con il tartan si possono ottenere ottimi risultati. Forse è meglio acquistare il tartan al metraggio piuttosto che utilizzare un plaid vero e proprio, come avevo fatto io. Vi farò sapere se riuscirò a trovare un escamotage convincente.

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Guardate che bello questo servizio da tè natalizio, o quantomeno invernale, nei più classici degli abbinamenti cromatici, bianco, verde e rosso.

Come accompagnare questo tè? Con biscotti a tema, ovviamente: piccoli alberi di Natale.

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O per chi è più abile a modellare il fondente di zucchero, porte con tanto di ghirlande decorative.

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Se poi volete creare una vera ghirlanda dolce, di biscotti fatti a stella, da appendere alla porta di casa, ma anche da usare come centro tavola, sbirciate su Sale & Pepe questa ricetta.

Io non ho la preoccupazione dell’organnizzare il pranzo di Natale o la cena della vigilia,  ma qualche cena in compagnia per le feste si fa comunque volentieri. E ho una nuova tovaglia, molto festaiola, di fiandra rosso intenso, da inaugurare. Ci sono idee per questa tovaglia nuova?

E i vostri preparativi per il Natale come procedono?

Fiori matrimonio: l’ulivo

Un albero così ricco di simbologie positive, dalla mitologia greca alla tradizione cristiana, che mi stupisco venga utilizzato abbastanza raramente nelle decorazioni floreali del matrimonio.

E dire che l’ulivo si presta ad essere usato con grandi risultati in ogni dettaglio che possa essere arricchito con del verde. Partiamo dal bouquet, che come attributo personale della sposa ha ovviamente una grande visibilità il giorno delle nozze.

L’ulivo con le sue delicate nuances di verde si accompagna perfettamente ai fiori più belli, accordando il bouquet sulle note di una raffinata semplicità.

Fonte: Tiffany.com
Fonte: Tiffany.com

Nella foto qui sotto le foglie di ulivo oltre che nei fiori della sposa sono state inserite in sacchettini di tela per accogliere gli sposi con un lancio all’uscita dalla cerimonia.

Fonte: Josevillablog.com
Fonte: Josevillablog.com

Le foglie minute e dal doppio colore sono un elemento perfetto anche per la boutonniere dello sposo, dei testimoni e degli uomini più importanti (papà della sposa e dello sposo, nonni, fratelli).

Fonte: Stylemepretty.com
Fonte: Stylemepretty.com

Per quanto l’ulivo da solo possa sembrare troppo semplice per decorare una chiesa imponente, guardate invece come “riempie” con i suoi rami, cui sono stati aggiunti due giovani alberi per completare l’effetto, anche una grande navata. Negli addobbi di questa chiesa non ci sono fiori ma soltanto tralci di ulivo e lanterne, ma l’effetto è quello di unintervento floreale ricercato, che lascia spazio alla luce a all’architettura…

Fonte: Magnoliarouge.com
Fonte: Magnoliarouge.com

E gli inviti? Un buon grafico vi può realizzare delle partecipazioni con un lieve richiamo ai ramoscelli di ulivo,  se qui cadrà la vostra scelta decorativa.

Fonte: Etsy.com
Fonte: Etsy.com

Mi piacciono in particolare gli effetti acquerellati. Personalmente riutilizzerei degli inviti così belli come segnalibro, o per farne un quadretto da appendere in camera, cosa che mi aiuterebbe a trattenere ancora di più, nel quotidiano, la memoria di un giorno tra i migliori.

Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest

Per quanto riguarda la decorazione del luogo scelto per i festeggiamenti, con l’ulivo potete giocare all’infinito. Credo sia perfetto per ornare qualsiasi ricevimento, da quello curato nei dettagli infinitesimali, a quello votato ad una certa rusticità.

Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest
Fonte: Matrimoni.it
Fonte: Matrimoni.it
Fonte: Pinterest
Fonte: Pinterest

Ghirlande, centritavola, bomboniere, l’ulivo (come il succo del suo frutto) si presta a tutto, ma più di tutto adoro gli ulivi veri e propri, che in Italia non mancano, dal sud al nord.

Penso agli uliveti sul Lago di Garda, alle ville in mezzo agli ulivi sulle colline toscane, o al silenzio improvvisamente acceso dalla festa di una masseria in Puglia.

Fonte: Tenutatresca.blogspot.it
Fonte: Tenutatresca.blogspot.it

Guardate questa foto e ditemi se non è pura poesia…

ps: sulla pagina Facebook di Simplicitas una foto del mio ricevimento di nozze, in una villa con molti ulivi…

Decorazioni matrimonio: i petali galleggianti

Non so a voi ma questa giornata di sole meraviglioso mi ha fatto venire una gran voglia di riempire la casa di fiori, e così questa mattina al mercato ho fatto incetta di fresie, colorate e profumatissime, riempiono piacevolmente le stanze appagnado due sensi insieme.

Avevo collezionato da un po’ di tempo alcune idee per i matrimoni estivi in location che hanno al loro interno fontane, piscine, laghetti o la presenza di acqua in generale. Perché non decorare l’acqua con petali galleggianti? Colorati e romantici, molto d’effetto, a me piacciono tantissimo… mi ricordano  le atmosfere orientali di alcuni tra i miei viaggi preferiti, Nord Africa, Inord dell’ndia e la vicina Andalusia in cui sono stata più volte e ritornerei sempre volentieri…

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Potete chiedere a chi si occupa dei fiori per il vostro matrimonio di darvi anche  dei fiori da spetalare: potrebbe avere dei fiori non più bellissimi ma molto adatti per questo scopo, da lasciarvi ad un prezzo scontato. Poi con l’aiuto delle amiche occupatevi voi di staccare i petali (il giorno prima se il matrimonio è al mattino, poi conservateli al fresco), sarà un momento di relax operoso e di chiacchere in tranquillità.

Il risultato potrebbe essere questo. (Fonte di tutte le foto: questa bacheca Pinterest).

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Se poi avete la fortuna di abitare in zone dal clima mite e vi sposate a estate inoltrata, i fiori coloratissimi della bougainville fanno per voi: magari li avete in giardino e possono accendere di colore la vostra festa.

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Cercando le foto di fiori nelle fontane ho notato che molti decorano le fontane non con i petali ma con i fiori. In questo caso l’effetto finale è a dir poco sontuoso.

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Lo stesso trattamento si può riservare alle piscine. Ovviamente concordate prima con la proprietà della location la possibilità di mettere dei petali o dei fiori in piscina, non tutti potrebbero essere d’accordo. Ma nel caso di risposta positiva sbizzarritevi: sul fondo azzurro o blu che di solito hanno tutte le piscine risalteranno tantissimo i fiori in tutte le tonalità del rosa.

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Concentrate i petali galleggianti in un angolo o su uno dei lati corti della piscina, poi si allargheranno da soli. Ovviamente non dimenticatevi di chiedere al fotografo di immortalare lo spettacolo meraviglioso che avete creato!

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E per chi si è già sposato, ma ha un giardino, l’idea per un party estivo può essere quella di rimepire bacini di zinco con acqua e petali colorati. Se poi siete così fortunati da avere una piscina o una fontana, sapete già come procedere…

In ogni caso, non dimenticate un trattamento anti zanzare soprattutto dove ci sono molti bacini d’acqua. I vostri ospiti ringrazieranno!

Un amore forte come il legno: Elena e Matteo

«Ripercorrere il nostro giorno mi fa sognare ancora ad occhi aperti come una bambina davanti al cancello del castello delle fiabe. Io Matteo ci siamo sposati il 19 Luglio 2014 nella chiesa di Trevozzo, in provincia di Piacenza. Non avevamo legami particolari con questa chiesa, infatti volevamo che il ricordo legato ad essa fosse unico… Eravamo alla ricerca di un riparo dalla tanto temuta calura estiva, e ci è sembrata perfetta!» Inizia così Elena a raccontarmi del giorno del suo matrimonio. A presentarmela è la nostra bravissima fotografa Elena Figoli, a cui dobbiamo le foto incantevoli qui sotto.

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E per la ricerca di una location per il ricevimento Elena racconta: «Dopo un anno esatto di ricerche divertenti, mentre scorrazzavvamo da un capo all’altro della provincia piacentina ( accompagnati dalla nostra fedelissima amica Claudia e mia damigella, esperta navigata di organizzazioni di matrimoni) siamo approdati al Castello di Corticelli. Quel posto era lì per noi…eravamo noi…il giusto mix tra eleganza, atmosfera agreste, raffinatezza semplice da favola! E proprio a un chilometro di distanza dalla Chiesa. In più la proprietaria della location ci ha fatti sentire veramente a casa».

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«Per quanto riguarda tutto il resto, che dire, mio marito mi ha lasciato carta bianca… e io mi sono sbizzarrita. Mi sono messa completamente in gioco, perché volevo che il matrimonio fosse quanto più nostro possibile. Ho scelto il tema del legno, perché è quanto di più duraturo esista: si flette ma non si spezza, è secolare…insomma credo rappresenti al meglio l’amore e il matrimonio».

Tutti i decori riprendono il tema, dal libretto della messa, realizzato con carta legno, al porta fedi, alle decorazioni floreali, affidate alle cure di Claudia e Mattia di Poppy Decor.

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«Sin dal primo giorno in cui siamo entrati nel loro laboratorio mi sono sentita in una fiaba: trasmettono fantasia, voglia di fare, e una grande passione per il loro lavoro. Giusto quello che stavo cercando, e infatti sono bastati due secondi perché capissero quello che desideravamo per l’allestimento in chiesa, fuori dalla chiesa, al castello, ai tavoli e al tavolo della confettata. Hanno perfettamente riprodotto fisicamente quello che girava nella testolina nostra A loro siamo giunti grazie al prezioso consiglio di Michele, nostro amico del catering a cui ci siamo affidati. Che dire di quest’ultimo. Ha lasciato tutti senza parole…per la qualità è la raffinatezza dei piatti serviti. Insomma tutti a pancia elegantemente piena…».

Il legno è stato ripreso anche nelle decorazioni dei tavoli, nel tableau de marriage, nel guestbook -originalissimo, realizzato con sezioni di tronchi d’albero, firmate alla festa dagli invitati- e nei segnaposti sino alle bomboniere.

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«Il risultato finale è stato frutto di una collaborazione tra noi,  Poppy Decor, la Falegnameria Ferrari e i nostri amici della cooperativa sociale C.s.r Abilmente». Questi ultimi hanno realizzato le bomboniere, piccole lavagnette di legno con gessetti smeraldo e lampone, i colori fil rouge del matrimonio nei molti, curatissimi, dettagli.

Proprio in queste tonalità di colore sono stati scelti i confetti, e gli abiti delle damigelle: un verde mela per le più piccole e un verde brillante per le damigelle adulte.

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E che dire dell’abito da sposa: «Ho girato e girato, e dicevo: niente pizzo. Poi, entrando all’ atelier La Contessa, l’ho visto, me ne sono timidamente innamorata», ma neanche troppo timidamente,  «tanto che due ore dopo averlo provato ho richiamato Mara e Gabriella (le due proprietarie dell’atelier che per me sono state come due mammine) per prenotarlo. Un abito “Creazioni di Elena” non poteva che essere mio… insomma un segno del destino».

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«Se ripenso al nostro matrimonio penso ad una favola, perfettamente raccontata dalle preziose foto di Elena, con cui ci siamo sentiti sempre fantasticamente a nostro agio. Abbiamo apprezzato soprattutto la sua grande attenzione ai dettagli, e il saper cogliere tutti i momenti irripetibili che un giorno come questo offre.»

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«Tutto mi ha aiutata a sentirmi una principessa… il mio vestito in pizzo… il velo… il trucco da diva di Fabiana di Maquillab, il bouquet, la Rolls Royce su cui abbiamo viaggiato… E ancora di più il mio papà che mi stringe il braccio sulle note di Aria entrando in chiesa… mia mamma e mio fratello che mi guardano entrare con occhi lucidi di felicità… i sorrisi di tutti i nostri amici…»

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Ed ecco altre immagini, questo matrimonio è così ricco di dettagli interessanti che vorrei continuare ad aggiungere foto.

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Una principessa per un giorno? «Sì, forse i dettagli e il contorno aiutano… ma la fiaba continua tutti i giorni… con il principe che mi fa vivere nel castello dei suoi occhi».

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Grazie a Elena e Matteo per aver condiviso con noi il racconto di questo giorno indimenticabile, e ad Elena Figoli per aver salvato dal tempo che fugge tanti attimi meravigliosi.

Confetti per tutti

Questa mattina mentre guardavo incantata le foto degli affreschi della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza, appena restituiti al pubblico dopo un faticoso restauro, ho notato un dettaglio che negli anni dell’università non mi era rimasto impresso. Guardate anche voi.

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Al banchetto nuziale gli sposi e gli invitati stanno degustando quelli che mi sono subito sembrati confetti… e così è! Sembra che questa sia la prima attestazione dell’uso di confetti alle cerimonie nuziali, datata quindi alla prima metà del Quattrocento, quando la famiglia di artisti milanesi Zavattari compì il ciclo di affreschi dedicati alla regina dei Longobardi.

Insomma, abbiamo una confettata in tutta regola, ed ho pensato che fosse strano non aver mai parlato di confetti qui, dove così spesso si parla di nozze.

Credo che all’origine dell’allestimento di questi tavoli di confetti ci sia l’idea del candy bar americano, dove vengono messi in bella vista e a disposizione degli invitati caramelle colorate e un sacchettino per raccoglierle e mangiarle, o portarle a casa come ricordo, dolce, della festa. Non si parla solo di matrimoni, ma anche di compleanni, Halloween, e party di ogni tipo.

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Ho raccolto qui qualche immagine di tavoli di confetti, o confettate che dir si voglia. Questa soluzione mi piace molto, io al mio matrimonio non avevo fatto bomboniere per gli invitati, ma un tavolo con quasi venti tipi di confetti diversi, prodotti da una piccola ditta abruzzese, e sacchettini in organza color avorio da riempire a volontà.

I confetti al mio matrimonio sono stati serviti dopo la torta nuziale, e dopo un piccolo buffet di dolci con piccola pasticceria, gelati e frutta. Mi aveva prestato i vasi, bellissimi, un’amica di famiglia, titolare di una storica erboristeria di Piacenza: sono i vasi del suo negozio.

Le immagini che vedete qui sono tutte prese dal sito Trendinozze, della bravissima wedding planner Laura che con il suo blog, all’epoca delle mie nozze, fu grande fonte di ispirazione per i preparativi.

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La confettata qui sopra è stata realizzata per un matrimonio invernale, ecco quindi la presenza del legno, leitmotiv della giornata.

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Le iniziali degli sposi non sfigurano tra i confetti. E uno sfondo apparentemente banale come quello di una parete di mattoni, rende magicamente in fotografia.

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Oltre ai vasi di vetro, anche le scatole di cartone nelle nuance dell’allestimento sono molto belle da vedere sul tavolo dei confetti.

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In questo caso gli sposi hanno personalizzato i cucchiaini da servizio, un’idea da copiare: possono essere un ricordo di quel giorno speciale per gli invitati, o anche per gli sposi.

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L’ultima immagine, presa sempre dal sito di Laura, è del matrimonio di un’altra blogger che seguo, Chiara di Le Frufrù.

Allora buona domenica e confetti per tutti!

Il bouquet di rose

Francesca, la sposa che tempo fa mi aveva chiesto qualche consiglio per scegliere le partecipazioni, mi ha chiesto anche qualche idea per un bouquet di sole rose.

Le rose sono una scelta classica e sempre elegante, sia che si voglia un bouquet con fiori dello stesso colore, come in questo caso,

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sia che si preferisca giocare con le sfumature.

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Come per gli altri fiori si può optare per un piccolo bouquet da tenere tra le mani

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o una cascata, più importante e imponente…

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Un bouquet a cascata si addice sicuramente di più ad una sposa alta, per portarlo senza sembrare aggrappate ad un ramo in fiore serve veramente le physique du rôle!

Ho scoperto il giorno del mio matrimonio, mentre le mie fioriste preparavano le rose da consegnare al pasticciere per la nostra torta nuziale, che i petali delle rose vengono modellati con le mani per dare ad ogni bocciolo un aspetto perfetto. L’operazione come si può intuire è molto delicata, ma fatta da mani esperte garantisce un risultato impeccabile e un effetto di naturale perfezione.

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A me piacciono molto le rose inglesi, come quelle qui sotto, hanno un fascino unico e da noi sono anche meno viste della classica rosa.

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Una scelta molto romantica sono le roselline, da tenere presenti anche per la boutonniere e per altri dettagli fioriti. Io avevo scelto delle piccolissime roselline rosa per fare una coroncina per la mia damigella, Flavia (a dire la verità era stata lei a chiederla, come condizione per il suo ruolo, che spettacolo!) e anche per un piccolo bracciale per le nostre testimoni.

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Ecco qualche esempio di boutonniere con le roselline.

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Sia le rose inglesi che le roselline sono perfette per un matrimonio in una chiesetta di campagna, i miei preferiti!

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Un’ultima idea carina: incorniciare l’ingresso della chiesa con gli stessi fiori del bouquet della sposa.

Daniela e Daniele, un matrimonio giovane e floreale

Oggi riesco finalmente a parlarvi di un altro matrimonio incantevole che possiamo rivivere attraverso le sempre affascinanti foto di Elena Figoli, quello di Daniela e Daniele.

Elena mi mette in contatto con Daniela che, dopo qualche scambio di email – nelle quali la nostra sposa mi dice tra l’altro che l’articolo di Simplicitas dedicato alle tavole di Natale le ha dato ispirazione per la sua prima tavola di Natale da sposata, cosa che ovviamente mi riempie di gioia – mi racconta tutto del suo giorno speciale.

«Eccomi – scrive Daniela – parlare del mio matrimonio mi rallegra ed entusiasma sempre! Ne parlerei per ore e ore. Io e Daniele ci siamo sposati il 28 giugno 2014 nella chiesta di Pittolo, il paesino in provincia di Piacenza dove sono nata e cresciuta, e dove tutt’ora vivono i miei genitori. Abbiamo deciso di sposarci un anno prima della data prescelta. Giugno è un mese a cui tengo particolarmente, e Daniele desiderava sposarsi in estate… quale momento migliore?

Il giorno è stato scelto tenendo conto delle esigenze di alcuni invitati che abitano all’estero, e senza i quali non avremmo potuto festeggiare, perché per noi era importante avere accanto in questo momento la nostra famiglia (e intendo i parenti veri..non quelli che vedi solo per i funerali) e gli amici.

Abbiamo cercato di organizzare cerimonia e ricevimento a distanze il più possibile ravvicinate. Dopo la chiesa ci siamo trasferiti a Case Calcati per il ricevimento…a 3 km dalla chiesa. I preparativi sono stati piuttosto easy! Per prima cosa abbiamo scelto di non svelare troppo ai nostri famigliari, per far loro una sorpresa. Dopo aver fissato la chiesa e il ristorante ci siamo dedicati a tutto il resto. Resto che è partito dalla scelta del fiorista, caduta su quello che a mio modo di vedere è il miglior florist del mondo, Daniele di Kado. Daniele è un fiorista che ho conosciuto per lavoro; mentre io iniziavo a muovere i primi passi nella consulenza, lui apriva il suo negozio di fiori. Daniele ci ha incontrati poche volte… ci ha mostrato alcune sue idee… e fin da subito ci ha colpito per l’originalità, per saper stupire in continuazione. Gli abbiamo dato carta libera, solo qualche piccola indicazioni su quello che proprio non ci piace… E non me ne sono pentita: Il nostro florist ha stupito tutti, e ricevere il bouquet, vedere la chiesa addobbata e i tavoli per il ricevimento, sono state una sorpresa anche per noi!

Il mio bouquet mi rispecchiava alla grande, colorato e d’effetto, con fiori, edera, more… e succulente! Tutti sono rimasti a bocca aperta, e la cosa bella è che il mio bouquet vive ancora oggi: ho tolto le succulente e ora sono in un terrario in casa…»

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Ecco un’immagine delle succulente piantate in casa degli sposi, cortesia di Daniela.

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«Tramite il florist abbiamo conosciuto anche Elena, una giovane e brava fotografa che con molta discrezione ha saputo raccoglie momenti indimenticabili che porteremo sempre con noi! Vedere le sue foto è sempre emozionante…

Elena, in particolare, dopo la cerimonia in chiesa ci ha accompagnati da mia nonna Bianca, di 94 anni, che qualche giorno prima del matrimonio ha avuto un ictus, e sembrava avere i giorni contati. Evidentemente è una super nonna, perché si è ripresa…ed è riuscita a vedere sua nipote in veste di sposa…  ed io, grazie alle foto di Elena, porterò sempre con me questo momento! Adesso la nonna sta bene, e  quando le racconto  le mie avventure di giovane sposa se la ride alla grande!

Per quanto riguarda gli inviti ci siamo rivolte alle due grafiche di Brandsurf, e a nostro modo hanno fatto un capolavoro! Durante un pranzo di lavoro mi chiedevano un po’ di info sull’organizzazione del matrimonio…ed hanno elaborato quello che loro stesse definiscono, un invito scintillante-organico! Hanno anche loro ripreso il tema delle succulente, puntando del verde e creando una D su misura per noi, visto che abbiamo lo stesso nome, Daniela e Daniele…tanto che molti ci chiamano “i Dans”»

La doppia D ritorna in una delle decorazioni floreali fuori dalla chiesa.

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Anche in questo matrimonio, come in quello di Elena e Matteo, non mancano  gli spunti per utili e graziose bomboniere ad alto livello di personalizzazione:

«Per le bomboniere ci siamo affidati alle nostre capacità di distillatori: Daniele è noto fra gli amici per il basilicello, un liquore al basilico. Abbiamo così organizzato una piccola distilleria home made e abbiamo confezionato 150 bomboniere, molto gradite dagli invitati!»

Anche i dettagli sull’abito, croce e delizia di ogni sposa, non mancano:

«Le storie che ci sono dietro ai matrimoni sono tante – conferma Daniela centrando proprio ciò che rende unico un evento di questo tipo: le storie personali, le coincidenze, i piccoli particolari che ci emozionano – sicuramente una delle più strampalate è capitata a me e al mio abito. Ho scelto un atelier quasi a caso. Entrando non ho addocchiato molto, ma curiosando fra gli abiti appesi ho trovato proprio quello che cercavo: semplice, dal gusto retrò e con pizzo… una volta indossato ho capito che era l’abito giusto.
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Quel giorno ero in compagnia di mia mamma e di un’amica che è cresciuta con me, anche loro sono state colpite. Da quel momento ho iniziato a fantasticare su me e Daniele… già ci vedevo ai piedi dell’altare. Più tardi, a febbraio, vengo a scoprire di aver scelto un abito identico a quello di un’amica che si sarebbe sposata a maggio, che mi aveva invitata e che io avevo invitato.  Appena scoperto questo dettaglio, mi sono sentita crollare, anche perché questa ragazza è carinissima, io ho i miei chiletti in più, e all’idea di sapere che Daniele avrebbe visto l’abito prima, e che magari mi avrebbe detto che non gli piaceva… panico!!!

Ma fortunatamente, sia io che l’altra ragazza avevamo in mente alcune varianti che hanno saputo differenziare l’abito. E io nel frattempo ho capito che, dopotutto, la cosa più importante eravamo e siamo io e Daniele. Ho avuto la fortuna di poter sposare la persona che amo, che voglio accanto per tutto il resto della mia vita. Con cui voglio ridere, sorridere, ma anche discutere… avere da ridire perché magari lascia in disordine la cucina, o che mi riprendere perché non schiaccio bene il tubetto del dentifricio… scoprire il mondo insieme… avere una famiglia, tutto il resto è il contorno della nostra favola.»

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Un altro dettaglio personalissimo che Daniela mi racconta è quello legato alla macchina degli sposi, scelta appositamente da suo padre.

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«Scendere insieme a mio Padre dall’auto con cui lui ha scelto di accompagnarmi, è stato molto emozionante, come percorrere insieme la navata,guardando Daniele che mi aspettava emozionato sull’altare.»

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Allora grazie di cuore a Daniela per il bellissimo racconto delle sue nozze, e come sempre ad Elena per le foto!
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Auguri di molti altri giorni felici, Daniela e Daniele.

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Un matrimonio natalizio: Elena e Matteo

«Certo ho sempre sognato come tutte di sposarmi in primavera o in estate,» mi racconta Elena al telefono, «ma l’anno scorso a fine agosto ho scoperto di essere incinta, e l’allora mio ragazzo e oggi mio marito mi ha chiesto se non ero dispiaciuta per il fatto che avremmo avuto il bambino prima di sposarci. Gli ho risposto: abbiamo ancora quasi nove mesi per organizzare un matrimonio!

Il 21 settembre Matteo mi ha chiesto di sposarlo, presentandosi con l’anello in un’occasione particolare, in cui aveva ricreato un nostro appuntamento speciale vissuto tempo prima. Per fissare la data ho cercato di rimanere in equilibrio tra le due necessità di organizzare tutto nei dettagli, e di non aspettare troppo per non essere troppo ingombrante e affaticata per via della gravidanza inoltrata. In ogni caso volevo sposarmi prima che nascesse il nostro bambino, perché il giorno del matrimonio fosse un momento solo nostro. Alla fine la scelta è caduta sul 21 dicembre, tre mesi esatti dopo la proposta e in pieno periodo natalizio, un momento dell’anno che adoro.»

Inizia così la mia chiaccherata telefonica con Elena, che si è sposata un anno fa con Matteo. Avevo visto alcune immagini delle loro nozze realizzate dalla fotografa Elena Figoli, ed ero stata colpita dalla quantità di dettagli natalizi di questo matrimonio, per cui ho chiesto alla fotografa e alla sposa di poter pubblicare qui qualche immagine per aiutare le future spose che abbiano in mente un matrimonio natalizio. Eccoci qui!

«In quel periodo lavoravo, ero incinta e avevo poco tempo perché tutto fosse comunque perfetto, come l’avevo sempre sognato, continua Elena, ed era iniziata la corsa contro il tempo per la cura dei dettagli. Avendo scelto una data così vicina al 25 dicembre, volevamo che la nostra festa fosse quasi un Natale anticipato di pochi giorni, insieme alle nostre famiglie e agli amici. Da qui l’idea di concentrarmi su decorazioni che rimandassero immediatamente al Natale.

Al posto del tebleau de marriage abbiamo posizionato all’esterno della location in cui si teneva il ricevimento dei piccoli abeti, ognuno per ogni tavolo, su cui avevamo attaccato delle palline bianche che fungevano da segnaposto e da bomboniera insieme, una per ogni persona o per ogni coppia: da una parte della pallina c’era scritto il nome degli invitati, e dall’altra l’e nostre iniziali e la data del matrimonio. Le abbiamo realizzate tutte io e mia madre, e sono stata felicissima di vedere che tutti gli invitati quest’anno hanno appeso la nostra pallina al loro albero di Natale.

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Anche i centrotavola sono stati realizzati da me e mia madre. Mi sono ispirata ad una foto vista in internet, e li ho costruiti utilizzando un candelabro Ikea, e una palla di polistirolo sulla quale con la colla a caldo abbiamo fissato dei pistacchi, poi dipinti di rosso con una vernice spray, poi il fiorista li ha completati con i fiori intorno, in cui spiccava le stelle di Natale, scelte anche per addobbare la chiesa.

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Il mio bouquet invece era di fiori di cotone e roselline bianche, ce l’ho ancora ed è bellissimo!

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Altri dettagli natalizi sono stati i cori gospel in chiesa, con una scaletta basata proprio su melodie natalizie, e la tombola che abbiamo fatto al ricevimento, tra il primo e il secondo, una tombola in piena regola con cartelle e fagioli secchi e anche i premi!

E poi i cappelli da Babbo Natale e i cerchietti con le corna da renna per i nostri amici, che si sono divertiti a scattare foto divertenti, e tanti, tantissimi pacchetti con regali per i bambini presenti… anche la torta era fatta a pacco regalo!

Per quanto riguarda il mio abito, invece, ho scelto un modello in pizzo francese con lo scollo quadrato e l’ho modificato con la sarta dell’atelier, costruendo uno scollo a cuore e aggiungendo un coprispalle in tulle elastico al quale abbiamo aggiunto lo stesso pizzo dell’abito.

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A partire da un mese prima del matrimonio, ho fatto prove con la sarta ogni settimana, perché l’abito si adattasse perfettamente alla pancia che cresceva!»

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Elena è una sposa speciale, non la conosco di persona ma l’ho percepito dall’entusiasmo con cui ha curato ogni dettaglio del suo matrimonio e con cui racconta di tutti i piccoli particolari che hanno reso unico e personalissimo quel giorno…

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Grazie Elena e Matteo, e ovviamente grazie Elena Figoli.