Vetrinetta svelata

Un po’ di tempo fa, avrei detto due-tre settimane e invece era addirittura agosto, appena tornata dal mare, ho pulito e rimesso in ordine la mia vetrinetta.

Ho cercato di dare un ordine piacevole alle chincaglierie esposte, sperando di non creare un effetto gozzaniano di buone cose di pessimo gusto.

Partiamo dall’alto.

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Il filo conduttore del primo ripiano è, o perlomeno vorrebbe essere, il blu. Oltre a qualche piccolo calice da liquore, trasparente, pochissimi elementi superstiti di due diversi servizi di famiglia, e a qualche altro elemento sparso, ci sono alcune tazze da tè. Le tre tazze  uguali sono state trovate in momenti diversi. Le prime due sono state il mio primo acquisto dalla celeberrnima Chiara di Modena, mentre la terza è stato un fortunato incontro in un negozio di Parma. Le vedete meglio qui.

Le altre due tazze sono un regalo di compleanno (a sinistra) e un auto regalo estivo (a destra), del quale sono felicissima. Chi segue l’Instagram di Simplicitas l’avrà vista spesso ultimamente, è la mia tazza preferita, la desideravo da tempo e complici dei saldi fuori stagione avrà presto delle sorelle gemelle.

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Nel secondo ripiano ho riunito alcuni pezzi incentrati sul rosso lacca della zuccheriera al centro. La zuccheriera e le due tazze decorate con i pappagalli sono state il regalo di laurea che mi ha fatto mio marito, sono del marchio taiwanese Franz, e qui  racconto qualcosa su di loro. Mi accorgo scrivendo che il tema del ripiano potrebbe anche essere l’oriente… qui trovate qualcosa sui tre pezzi giapponesi in fondo a sinistra, e qui potete leggere come la tazza con le peonie, in foto venuta un po’ scura, sia arrivata a me.

Sul terzo ripiano dall’alto è finito un bel mix.

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Ci sono le piccole tazzine e la lattiera del servizio da tè in miniatura che avevo da piccola (confesso, certe fisse le ho sempre avute), delle tazzine da caffè bavaresi, con scena di caccia e fondo oro, e alcuni dei miei piattini spaiati che uso per antipasto, dolce, toast veloce, frutta e spuntini vari. In alto sulla pila di sinistra il piattino dickensiano che ha riscosso molto successo quando ve ne ho parlato nell’ultimo articolo. Questo è l’unico piattino che non ho msi usato: mi piace troppo, è troppo delicato e raro.

Infine, l’ultimo ripiano, quello più in basso.

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Qui tengo alcuni piatti da portata rotondi, due vasi da fiori, la ciotolina d’argento che un tempo era in bella vista sul tavoline del divano e che ad oggi rimane fuori dalla portata di nostra figlia (il tavolino è di cristallo… non vorrei che lo sfondasse a colpi di ciotolina).

La qualità delle foto è sempre pessima, abbiate pazienza. Che ve ne pare?

L’ultima arrivata

Una settimana fa, dopo vari tentativi mai andati in porto, sono finalmente riuscita a partecipare agli Open Days di Enjoy Coffee and more a Modena.

Se mi seguite su instagram avete già avuto una preview quasi in diretta di un angolo dello show room di Chiara che ha particolarmente attirato la mia attenzione.

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Intendiamoci, lo show room di Chiara è tutto un sogno, e non c’è settore dal quale non avrei portato a casa parecchi pezzi… ma questa zona con tazze e piattini spaiati ha attirato la mia curiosità subito.

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Perché? Perché il bello di queste tazze è che ti permettono di giocare, di mettere alla prova occhio e gusto, per trovare un degno compare ad ogni pezzo che attiri la tua attenzione.

La mia è stata catturata da questa tazza dal sapore un po’ orientale, mi hanno colpito le peonie e i colori delicati ma brillanti.

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Le ho trovato un piattino che sembra starle proprio bene, anche lui dal decoro orientalizzante con peonie rosa.

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Entrambi hanno una decorazione geometrica dorata e il bordo (quello che per chi decora ceramica si chiama il filo) verde. Dello stesso punto di verde. Tanto che ad un primissimo sguardo tazza e piattino sembrano proprio essere nati in coppia.

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Poi in realtà la tazza è di una porcellana finissima traslucente alla luce, mentre il piatto è più spesso, e i marchi di produzione sono, ovviamente, diversi.

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Ho inaugurato la tazza nei giorni scorsi, con un tè verde alla menta che nelle giornate calde e anche in piena estate trovo estremamente rinfrescante.

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Sono molto orgogliosa di questo acquisto. Mi sono pentita di non aver preso molte più tazzine e piattini spaiati, ma in questo caso apertamente diversi, per giocare al tè del Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Nessun problema a riguardo (se non il solito: dove li metto?): spero di tornare molto presto da Chiara.

Voi avete mai provato ad accostare piattini e tazze diverse? É divertente!

Il tè delle ragazze

L’ultima volta che mia sorella è venuta a trovarmi, ho aparecchiato la tavola del pranzo con i miei piatti inglesi bianchi e rossi, ma per farla sentire una vera principessa al pomeriggio ho apparecchiato una tavola per il tè pensando al film di Sofia Coppola su Maria Antonietta. Di quel film ho adorato i costumi, i colori e l’atmosfera girly che racconta, almeno in alcune scene.

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Ho apparecchiato con due runner rosa un po’ sovrapposti per creare movimento e spezzare una composizione troppo rigida.

Ho usato delle tazze bellissime, comprate da Chiara di Enjoy coffee and more. Sono edoardiane, dei primi del Novecento, completamente dipinte a mano. Le adoro!

Poi ho preparato un tè che avevo scelto, ve lo confesso, solo per la confezione rosa. La miscela all’interno contiene petali di rosa, ed il sapore è gradevolissimo. Non avevo mai provato questa marca di tè, non proprio a buon mercato, ma mi è piaciuto molto e ne basta pochissimo perché il risultato risulti intenso.

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Mia sorella aveva portato dei biscotti fatti da lei, a froma di cuore, molto belli da vedere oltre che buoni. Li ho messi in questo porta dolci di vetro.

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Tocco finale la marmellata di lamponi che ho comprato in montagna, dal colore super invitante, da spalmare sul pane.

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Ed ecco il tè delle ragazze!

Potete vedere altre foto delle mie tazze sul blog di Chiara, qui. Le avevo al mare la scorsa estate, e mi ero preparata un tè alla menta molto rinfrescante.

Un tè venuto da lontano – A tea from far away

Un po’ di post fa vi avevo parlato del servizio da tè giapponese che era di mia nonna. Qualcuno di voi ha commentato, qui sotto o sulla pagina Facebook, di averne uno simile o di ricordarne uno simile a casa dei propri genitori/nonni. Ma soprattutto ho ricevuto un commento da parte di un’amica, Michela, una compagna del liceo, che ha vissuto in Giappone, e le ho chiesto se aveva voglia di raccontarci qualcosa su come si prende veramente il tè laggiù. Lei ha accettato con entusiasmo, e ci ha regalato questo bel racconto.

Vi consiglio di visitare anche il suo blog Kid ‘n me, sulla sua vita con un vivace pargolo italo-giapponese e molte curiosità sul Paese del Sol Levante. Ma vi lascio alle sue parole.

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Michela e sono qui per parlarvi di tè e Giappone.

Ringrazio tanto Raffaella per l’ospitalità: sono contentissima di poter scrivere due parole su un blog così bello.

Circa una vita fa sono stata in Giappone, a Nagasaki, per 2 anni: là non ho studiato la cerimonia del tè e quindi non sono un’esperta, ma quando sono arrivata ho dato lezioni di inglese a una piccola, non troppo giovane, ma molto simpatica e solare donnina che era proprio una maestra di cerimonia del tè e che tra scherzi, risate e sorrisi mi ha insegnato tante cose.

Prima di parlare della complicata cerimonia del tè – che rimanderei alla “prossima puntata”- possiamo vedere come servire il tè alla giapponese quando abbiamo ospiti a casa.

Premetto che non tutti lo servono esattamente così, ma quello di cui vi parlerò è il modo tradizionale che si dovrebbe in teoria seguire.

Andiamo per punti.

Punto 1: scegliere il tè

Il tè più bevuto in Giappone è il tè verde e, come quando si va al bar da noi e si dice “un caffè” tutti capiscono che intendiamo un espresso, in Giappone quando si parla di “ocha” お茶 si intende il tè verde.

scegliere il tè

Ne esistono però diversi tipi, tra cui ci sono per esempio genmaicha, sencha e houjicha. Ogni tipo di tè si può gustare al meglio ad una diversa temperatura. 

preparare il tè
Immagine da: http://mycha.b-smile.jp/products/detail.php?product_id=8

Punto 2: preparare il tè

Una volta scelto il tipo, si fa bollire l’acqua in un bollitore o in una teiera. Poi, si versa l’acqua bollente in ogni tazzina degli ospiti e la si fa “raffreddare” fino a circa 70°. Si mettono i cucchiaini di tè in foglie dentro ad una teiera in base al numero delle persone (per esempio per 5 persone occorrono 4-5 cucchiaini, a seconda dei gusti).

Quando l’acqua nelle tazzine è arrivata alla temperatura giusta, la si vuota nella teiera dove abbiamo messo il tè in foglie, si chiude e si aspetta per un minuto circa. E… pronto!

Se ne prepariamo dell’altro con le stesse foglie, bisogna versare l’acqua ad una temperatura più alta (circa 90°) ed attendere solo una decina di secondi.

Punto 3: preparare il vassoio

Sul vassoio mettiamo:

dolcetti, ognuno con il suo piattino, e tazzine (con il tè già versato) sui loro sottobicchieri se gli ospiti sono pochi;

dolcetti, ognuno con il suo piattino, tazzine (con il tè già versato) e sottobicchieri impilati a parte se gli ospiti sono tanti.

Punto 4: chi servire

Come da noi ovviamente si servono prima gli ospiti.

Si parte dall’ospite più anziano.

 

Punto 5: come servire

Immagine da: http://www.jtua-hk.org/sp_contents/business_first.html
Immagine da: http://www.jtua-hk.org/sp_contents/business_first.html

Se ci sono i dolci, si posa prima il dolcetto con il suo piattino e poi il tè nella tazzina con il suo sottobicchiere. Il dolce deve risultare a sinistra e il tè a destra dell’ospite. Se ci capita di dover servire da destra e non stando di fronte, bisogna invertire l’ordine con cui si appoggiano sul tavolo tè e dolce per averli alla fine nella stessa posizione.

Se l’incontro non è troppo formale si possono mettere i dolci in un piatto al centro del tavolo.

Il tè non è mai zuccherato e non si aggiunge nemmeno il latte. Questo mi fa pensare che il bellissimo servizio di Raffaella, che ha sia zuccheriera che bricchetto per il latte, fosse pensato per gustare il tè all’occidentale.

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Senza titolo1Mentre di solito il tè caldo si beve non zuccherato, chiaramente le macchinette che si trovano per le strade giapponesi vendono tanti tipi di tè, freddi e caldi, zuccherati e non. Anche il tè d’orzo, ウーロン茶, così rinfrescante in estate.

E poi c’è il caffè freddo con concentrato di zucchero. Ma questa è un’altra storia.

Se volete assaporare un po’ di Giappone, io vi consiglio di provare il genmaicha, con foglie di tè e qualche chicco di riso tostato… è il mio tè preferito ed è reperibile anche in Italia nei negozi bio o nei negozi di alimentari orientali.

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Spero di non avervi annoiati troppo e, se vorrete, tornerò a parlarvi della vera e propria cerimonia del tè.

Un ciao a tutti, a Raffaella in particolare

michela

E abbiamo anche la versione in inglese!

Hi everyone,

my name is Michela and I’m here to talk to you about tea and Japan.

First of all I would like to thank Raffaella for her hospitality: I’m really happy I have the chance to write on her beautiful blog.

A long long time ago I went to Japan and stayed there for 2 years, in Nagasaki. I wasn’t there to study tea ceremony, so I’m not an expert, but I was lucky enough to have the privilege to give private English lessons to a tiny, old, funny and cheerful lady that happened to be a tea ceremony teacher. While joking, laughing and smiling she taught me many things.

Before we start to talk about the complicated tea ceremony, though – that I’ll talk about next time- I thought we can see together how we should serve tea in the Japanese way when we have guests at home.

Of course, not everyone is serving tea this exact way, but what I’m going to show you is the traditional way that one should follow.

Let’s do it step by step.

Step 1: choosing tea

The most common tea in Japan is green tea and when they say “ocha” お茶 –literally “tea”- they mean green tea.

There are different kinds of tea like, for example, genmaicha, sencha and houjicha. You can enjoy each one of them at a different temperature.

Step 2: preparing tea

Once you choose the tea, you bring water to a boil in a kettle or in a teapot. Then, you pour the boiled water in the cups of all guests to make it cool down to a temperature of about 70°. Put some teaspoon of tea leaves in a teapot (the number of teaspoons varies on the number of people, for example you’ll need 4-5 teaspoons for 5 people).

When the hot water in the cups reached the desired temperature, you pour it all in the teapot where you put the tea leaves, you cover the teapot and wait for 1 minute. And it’s done!

If you prepare some other tea using the same tea leaves, you need to pour hot water on leaves without cooling it down, waiting for just about 10 seconds.

Step 3: preparing the tray

On the tray we put:

  1. sweets, each sweet on its little plate, and the cups on their coasters (with the tea already poured) – if we have just few guests;
  2. sweets, each sweet on its little plate, cups (with the tea already poured) and coasters aside – if we have many guests.

Step 4: who to serve first

As in Italy, we serve the guests first.

You start serving from the older guest.

Step 5: how to serve

If sweets are available, we first put on the table the sweet with its plate, and only then the tea cup with its coaster. The sweet has to be on the left and the tea on the right of the guest.

If we cannot serve from the front but just from the right side of the guest, we have to switch the order in which we put tea and sweet on the table, to have them in the same position in the end.

If the meeting is not a formal one you can put all the sweets on a plate/tray in the middle of the table.

Tea is always without sugar and they don’t add milk. This makes me think that Raffaella’s beautiful tea set was created to enjoy tea in a western way, having it the sugar bowl and the little milk jug.

While they never add sugar to hot tea, on the other hand you can find any kind of tea at the vending machines that fill Japanese streets: hot and cool tea, with or without sugar. You can also drink barley tea, ウーロン茶, so refreshing in the hot Japanese summer.

And you can find cold coffee with a lot of sugar. But that’s a different story.

If you want to taste a little bit of Japan, I suggest you to try genmaicha, with its tea leaves and toasted rice grains… it’s my favorite tea and you can find it in Italy in organic products stores and in oriental markets.

Hope I didn’t bore you too much and, if you like, I’ll write about the tea ceremony next time.

Bye everybody, and a special thank to Raffaella 

michela