Tavole al mare

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L’estata è scappata via velocissima, come sempre e più che mai, tra l’incanto dei giorni transcorsi con mia figlia e qualche nota tremendamente nera.

Le cene sul terrazzino della casa al mare in agosto sono state una rarità: quando mio marito era in ferie spesso mangiavamo insieme ai miei suoceri,  sul terrazzo grande, e altrettanto frequentemente siamo usciti a cena con gli amici, complice l’età della nostra piccola che quest’anno ci ha permesso di fare cose (e orari) prima impensabili.

Per la sera di inizio ferie del coniuge però, io e Giulia abbiamo organizzato un piccolo party per festeggiare l’agognato arrivo del papà. Non potevano mancare le cozze, che lui adora, e che gli abbiamo offerto come aperitivo mentre il resto della cena finiva di cucinarsi.

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Quale uso migliore per questo pesce  di ceramica blu dalla forma allungata, ricevuto per il mio compleanno e portato al mare insieme ad altre stoviglie marine, perché ormai si è sparsa la voce che mi piacciano queste cose – per la disperazione di mio marito che crede da anni di aver finito lo spazio per riporle.

Il resto della tavola poi è stato apparecchiato con facilità e con i miei amati piatti a forma di pesce di cui ho già parlato qui. Mi piacciono sempre tantissimo e mi spiace poterli usare solo al mare, ma trasportare anche i piatti dalla città al mare e viceversa sarebbe davvero impensabile.

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Quella qui sopra è la tavola di tutti i giorni, con piccole variazioni sul tema.

Forse l’ultima delle tavole dell’estate 2016, certamente l’ultima che ho fotografato,  è stata quella qui sotto: ospiti d’onore noi tre.

Nella prima foto di questo articolo, stessa tavola altra inquadratura, si intravedono in basso a destra anche i festoni di picole lampade bianche e blu che ho trovato in saldo a giugno e purtroppo non ho mai fotografato da accese, al buio: non migliorano di molto la scarsa illuminazione del terrazzo, ma aumentano certamente il fascino delle serate sul terrazzino.

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Ma tornando alla mise en place, ho utilizzato una tovaglia bianca certamente non stirata, arricchendola al centro con  uno strofinaccio da cucina, new entry dell’estate, con il quale è stato amore al primo sguardo.

I piatti verdi sono quelli del mio servizio della casa al mare, i piatti blu, piccoli e grande, altro graditissimo regalo di compleanno.

Non potendo trasferire a casa in città le stoviglie marine, mi sono accontentata di questo strofinaccio. L’inverno è lungo da far passare, e il prossimo anno per questioni di lavoro la mia permanenza a Porto San Giorgio si accorcerà di un mese (non mi lamento, per carità!). Vediamo se questi pesci blu mi aiuteranno a sopportare la nostalgia delle mie tavole al mare.

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Ricordi d’estate: tavole al mare.

Nell’ultimo periodo sono stata sopraffatta dalla quotidinaità e ho, a malincuore, trascurato parecchio questo blog. Tant’è vero che alcune foto di tavole estive, apparecchiate e godute in ottima compagnia tra luglio e agosto, sono rimaste indietro nonostante contassi di proporvele a fine estate, appena tornata dopo la lunga pausa nelle Marche.

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La prima è uan tavola che ho apparecchiato per me e mia sorella, che era venuta a trovarci qualche giorno.

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Tavolo apparecchiato per due con runner e tovaglioli azzurri, piatti con doppio filo blu e piattino unico per grissini e cracker.

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Avevo aromatizzato l’acqua con il limone. La bottiglia è quella del latte di cui vi avevo già parlato.

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Quella qui sopra è la foto del tavolo pronto per mia figlia: apparecchio anche per lei con stoviglie normali (ossia speciali…). Il menù del giorno era pasta e ceci, e ho sfruttato questo veccho servizio che abbiamo trovato qualche anno fa, svuotando la soffitta in cui mia suocera ha creato la casetta al mare per noi.

A me e a mio marito questo servizio un po’ anni settanta piaceva molto, e anche se incompleto di tutti i pezzi (si riesce ad apparecchiare per cinque) abbiamo deciso di tenerlo. Sì, per una volta anche Giacomo era d’accordo sull’acquisizione di nuovi piatti, e non potevo perdere l’occasione!

Il cucchiaio invece è in Sheffield ed è stato un acquisto fortunato in un negozio di antichità inglesi a Parma, che purtroppo non ha sito internet. Mi piace molto, e ha anche l’altra faccia decorata con il retro del fiore che vedete davanti.

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L’ultima tavola invece è stata apparecchiata per una cena organizzata a casa all’ultimo momento. Dirò la verità, uno dei miei ristoranti preferiti di Porto San Giorgio offre ai propri clienti la possibilità di preparare alcune cose da portare a casa. Visto il poco preavviso, ho improvvisato una cena di pesce con (ottimo) cibo da asporto.

Inevitabili quindi i miei amati piatti fatti a forma di pesce. La tovaglia l’ho sempre usata a casa in città, quest’estate l’ho portata al mare pensando alle tavole in terrazza e alla fine l’ho lasciata lì, sembrava fatta apposta per pranzi e cene all’aperto.

Soprattutto si è rivelata ideale per i pranzi, quando il sole è a picco sul terrazzo e una tovaglia bianca sarebbe abbacinante, mentre questa con colori chiari ma non bianca viene ravvivata dalla luce del sole senza rifletterla eccessivamente. Nella foto è molto stropicciata perché non era stirata, e anche così non mi dispiace.

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Per questa cena avevo pensato come centrotavola questa lanterna, che poi è stata accesa, con qualche conchiglia intorno.

E così, per pagare pegno di non aver pubblicato prima queste foto, mi tocca farlo oggi, che fra pioggia nebbia e freddo non si sa cosa sia peggio e le tavole d’estate mi sembrano un miraggio lontano.

Buon week end!

La mia tavola al mare

Questo è un post che medito da sempre. Ma proprio da sempre, tipo è uno dei primi argomenti a cui ho pensato quando ho deciso di aprire il blog. Perché la mia attrezzatura per la tavola al mare ha una storia, e sono talmente orgogliosa di quello che ho messo assieme che non posso tenerlo per me e i miei pochi ma ottimi ospiti.

Sono al mare da un mese ma continuavo a rimandare lo scatto delle foto. Mi ci sono voluti due giorni di gastrite terribile nel fine settimana e un po’ di febbre ieri per fermarmi, oggi, e fare qualcosa di poco impegnativo come questo.

Poi sono arrivati, come dire, dei segni, sul fatto che il momento fosse propizio. Intanto un post su un blog che mi piace tantissimo, A casa di Bianca, (se non lo conoscete fateci un salto e ci tornerete volentieri), che parla proprio delle tavole al mare. Poi la notizia sul sito del Corriere secondo la  quale oggi, 30 giugno, il giorno durerà un secondo di più. Ecco come ho usato il mio secondo extra.

Piatti Coin pesce

Qualche anno fa, non so se appena sposata o ancora prima, avevo addocchiato nella collezione estiva di Coin casa questi piatti fatti a pesce. Mi piacevano molto, per la forma rotonda e panciuta dei piatti da primo e comunque mi piaceva l’idea di avere un servizio estivo, o da pesce se volete.

Il servizio è arrivato ai saldi ad un prezzo stracciato, al che non potevo resistere oltre, e ho preso due set da 4 persone, per non esagerare. Il marito, al solito, aveva da ridire e io gli avevo promesso che non avrei tirato fuori quei piatti a casa nostra, ma che sarebbero stati per la casa al mare. «Ma quale casa al mare?» Diceva lui.

In effetti di case di proprietà nenache l’ombra. Ma nella vita non si sa mai e i piatti hanno aspettato in cantina nella loro confezione per un bel po’.

Quando tre anni fa mia suocera ha deciso di sistemare la mansarda della sua casa al mare per ricavarne un piccolo appartamentino per noi, le ho detto: «Che bello! Io ho già i piatti».

Il servizio comprende, oltre al piatto piano e al piatto fondo,

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anche il piatto da insalata e una coppetta da dessert, che spesso uso anche come ciotolina da mini antipasto (perfetta per il pinzimonio o per un’assaggio di insalata di farro).

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Con la notizia della casetta che avremmo potuto abitare durante le vacanze, sono arrivati dei regali a tema da chi sapeva sarebbero stati graditissimi. Mia cugina ha incrementato la collezione di stoviglie con questi bellissimi piatti da servizio, sempre Coin casa.

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Mia sorella ha trovato al mercato un tagliere per il pane fatto a pesce.

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In casa avevo già un sottopentola pescioso che ora sorride sulla tavola del mare.

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In tempi non sospetti anche mia cognata mi aveva portato dalle Eolie queste delicate e bellissime conchiglie per sale e pepe.

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Due conchiglie che si abbracciano per insaporire fresche insalate, zuppe di pesce, minestre di ceci e tutto quel che passa in tavola.

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Poi quest’inverno nei cassetti delle posate di mia madre trovo questi spiedi con pesciolini in fondo.

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Non sembrano in bellissimo branco di pesciolini visti vicini? Non vedo l’ora di infilzarci seppioline grigliate, ma anche capresi insolite con pomodori cigliegini e mozzarelline, o perché no una frittura croccante di calamari e scampi.

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Mia mamma non li ha mai usati, e mi ha detto subito che potevo prenderli.

Le ultime aggiunte fatte alla tavola del mare sono tessili. Un canovaccio da cucina, troppo bello per essere per essere usato solo come canovaccio.

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Lo uso spesso come tovaglietta quando durante la settimana pranzo da sola, dopo aver dato da mangiare a mia figlia.

E questo tovagliolo, che mi è stato regalato in un ristorante dove avevo chiesto di poter acquistare una delle loro bellissime tovaglie. Sono tornata a casa senza tovaglia ma con questo premio di consolazione.

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Anche questo tovagliolo viene utilizzato come tovaglietta, di solito da Giulia, che lo adora.

Questa è la mia base per le tavole al mare, che spero di allestire e fotografare presto. Aspetto commenti e consigli!