Una tovaglia, tre soluzioni

Lo scorso fine settimana, complice il tempo in più regalato dal ponte del 25 aprile, sono riuscita a dedicare un po’ di tempo alle tavole.

C’è una tovaglia che più di tutte associo alla primavera. Come altre un “prestito” di mia madre, è in cotone azzurro ricamato a fiori sulle sfumature di rosa. La tovaglia è rettangolare, per 10 perone, io l’ho usata sul tavolo quadrato per cui il ricamo è solo parzialmente visibile.

Ho apparechiato per il pranzo di domenica, con un menù di pesce: antipasto di crostini al salmone e poi spaghetti con le vongole. Ho scelto dei piatti blu, e dopo qualche prova, ho messo i bicchieri da acqua rosa e calici Alessi per il vino. Non è evidente dalle foto ma i calici sono particolari,  leggermente asimmetrici sul bordo.DSC_0120

Ad abbellire la tavola i fiorellini primaverili raccolti da mia figlia.

DSC_0122Ho apparecchiato con piatti diversi, spaiati, armonizzando l’insieme con i piatti da antipasto, Spode Italian Blue.

Ecco la prima soluzione. Il piatto per il rpimo in realtà è sul verde, ma mi piaceva molto comunque.

DSC_0126

Ecco il secondo abbinamento.

DSC_0124

Ed ecco l’ultimo posto a tavola, creato utilizzando uno dei piatti bianchi e blu della collezione Old Britain Castle di Wedgwood.

Quale abbinamento preferite?

DSC_0125

L’ultima soluzione mi ha fatto venire voglia, alla sera, di apparecchiare con i piatti Wedgwood. Il menù era mio complice: la cena prevedeva una zuppa di ceci, e così ho utilizzato le deliziose tazze da consommè.

Ho tenuto la stessa tovaglia: sono tavole solo per noi tre di famiglia, e soprattutto la tovaglia in questione non era sporca. Da qui l’idea di vedere come stava con diverse mise en place.

DSC_0128

Ho invece cambiato ad ogni pasto i tovaglioli: ne ho dieci, potevo strafare… In questa tavola li ho messi sul piatto, piegati a triangolo, appena davanti alla tazza da consommè.

DSC_0130E così è arrivato il lunedì; un lunedì speciale, di vacanza.

Sulla tavola con ricami rosa non potevano mancare i piatti rosa, che ritraggono anche in questo caso i castelli inglesi, ma sono prodotti da Jonson Brothers.DSC_0132Ho apparecchiato con posate vintage in Sheffield, e bicchiari bianchi.

DSC_0133Sul tavolo ho aggiunto tre candele rosa, in nuance diverse.

DSC_0135Ecco anche il piatto fondo, che ritrae il  bellissimo Catello di Windsor.

DSC_0136Avrei voluto completare la tavola con dei fiori rosa, ma è tardi per i gicinti in balcone e presto per le peonie del giardino (che quest’anno sono veramente cariche di boccioli).

Aspetto i vostri commenti sulle tre tavole, e se anche voi avete la fortuna di avere qualche giorno di vacanza, buon riposo!

 

Annunci

Vetrinetta svelata

Un po’ di tempo fa, avrei detto due-tre settimane e invece era addirittura agosto, appena tornata dal mare, ho pulito e rimesso in ordine la mia vetrinetta.

Ho cercato di dare un ordine piacevole alle chincaglierie esposte, sperando di non creare un effetto gozzaniano di buone cose di pessimo gusto.

Partiamo dall’alto.

dsc_0085

Il filo conduttore del primo ripiano è, o perlomeno vorrebbe essere, il blu. Oltre a qualche piccolo calice da liquore, trasparente, pochissimi elementi superstiti di due diversi servizi di famiglia, e a qualche altro elemento sparso, ci sono alcune tazze da tè. Le tre tazze  uguali sono state trovate in momenti diversi. Le prime due sono state il mio primo acquisto dalla celeberrnima Chiara di Modena, mentre la terza è stato un fortunato incontro in un negozio di Parma. Le vedete meglio qui.

Le altre due tazze sono un regalo di compleanno (a sinistra) e un auto regalo estivo (a destra), del quale sono felicissima. Chi segue l’Instagram di Simplicitas l’avrà vista spesso ultimamente, è la mia tazza preferita, la desideravo da tempo e complici dei saldi fuori stagione avrà presto delle sorelle gemelle.

dsc_0088

Nel secondo ripiano ho riunito alcuni pezzi incentrati sul rosso lacca della zuccheriera al centro. La zuccheriera e le due tazze decorate con i pappagalli sono state il regalo di laurea che mi ha fatto mio marito, sono del marchio taiwanese Franz, e qui  racconto qualcosa su di loro. Mi accorgo scrivendo che il tema del ripiano potrebbe anche essere l’oriente… qui trovate qualcosa sui tre pezzi giapponesi in fondo a sinistra, e qui potete leggere come la tazza con le peonie, in foto venuta un po’ scura, sia arrivata a me.

Sul terzo ripiano dall’alto è finito un bel mix.

dsc_0091

Ci sono le piccole tazzine e la lattiera del servizio da tè in miniatura che avevo da piccola (confesso, certe fisse le ho sempre avute), delle tazzine da caffè bavaresi, con scena di caccia e fondo oro, e alcuni dei miei piattini spaiati che uso per antipasto, dolce, toast veloce, frutta e spuntini vari. In alto sulla pila di sinistra il piattino dickensiano che ha riscosso molto successo quando ve ne ho parlato nell’ultimo articolo. Questo è l’unico piattino che non ho msi usato: mi piace troppo, è troppo delicato e raro.

Infine, l’ultimo ripiano, quello più in basso.

dsc_0096

Qui tengo alcuni piatti da portata rotondi, due vasi da fiori, la ciotolina d’argento che un tempo era in bella vista sul tavoline del divano e che ad oggi rimane fuori dalla portata di nostra figlia (il tavolino è di cristallo… non vorrei che lo sfondasse a colpi di ciotolina).

La qualità delle foto è sempre pessima, abbiate pazienza. Che ve ne pare?

Millefoglie di piatti con zucca

Negli ultimi fine settimana il mio passatempo sta diventando questo: creare sovrapposizioni di piatti secondo un colore, un tema, “e vedere di nascosto l’effetto che fa”, come recitava una vecchia canzone di fama proverbiale uscita dal cilindro di Enzo Jannacci.

Chi passa sul mio Instagram ha già visto tutto, e perdonate la scarsa qualità delle immagini scattate con il telefonino.

La prima stratificazione l’ho provata lo scorso sabato, l’intenzione era dare risalto a un piattino spaiato molto particolare, acquistato a qualche passata edizione del Mercante in Fiera.

20160910_174034

Il piattino in questione fa parte di una serie prodotta dalla Royal Doulton e dedicata ai personaggi dei libri di Charles Dickens; la serie fu chiamata Dickens Ware e può fregiarsi di pezzi molto più belli del mio, che però mi colpì, in una fila di piatti spaiati, con una piccola sbeccatura riparata, il piattino sembrava proprio uno degli sfortunati personaggi dickensiani, ed è tornato a casa con me.

Il personaggio ritratto è Tony Weller del Circolo Pickwick. Il verde del cappotto del personaggio e il filo verde del piattino sono stati la guida per scegliere i piatti sottostanti, molto diversi, anch’essi appartenenti alla mia nutrita accozzaglia di piatti spaiati.

Ieri invece ho voluto esagerare. Punto di partenza, una piccola zucca decorativa gialla. Ispirazione guida: trovare una stratificazione di piatti da usare per apparecchiare la tavola del compleanno di mio marito, che festeggeremo a fine mese.

Volevo abbinare la zucca a colori autunnali: rosso, verde, bruno. Ma poi: la forma della zucca che ben si prestava ad essere accolta in un contenitore che la abbracciasse,invece di farla rotolare; la mia innata predilezione per il blu; il fatto di avere delle meravigliose tazze da consommé uttavia poco sfuttate mi hanno dato il la per un risultato cromatico diverso.

Et voilà, la mia millefoglie di piatti con zucca.

20160917_105643

Da sotto la zucca troviamo: tazza da consommé di Wedgwood, serie Royal Homes of Britain, sotto un piatto fondo rosso di Johnson Brothers, serie Old Britain Castle, sotto ancora un’altro dei miei trovatelli spaiati, un piatto con bordo  decorato con cicogne blu in volo.

L’effetto era già ridondante, ma un placée di questo tipo vuole un sottopiatto – e qui ero già fuori tema “tavola per il compleanno del marito”, perché non possiedo sottopiatti.

Ho utilizzato un piatto grande, che uso per servire le pietanze a tavola, comprato in Portogallo, che magari ne avessi di più, ma trasportarli in aereo non era possibile e non riesco a trovare su internet tracce della casa produttrice per ordinarne altri.

La mia millefoglie mi piaceva molto, e ho deciso di abbinare le posate, anch’esse rigorosamente spaiate, un piattino per il pane (questo è gallese, e, ahimè, da solo) e tutto il resto.

Per il bicchiere dell’acqua ho scelto un bicchiere basso, bianco, effetto vetro soffiato. Ho messo un calice da vino e un calice piccolo da liquore che è così démodé da piacermi un sacco. Ho aggiunto una bottiglia in cristallo lavorato comprata ad un prezzo irrisorio da un rigattiere (nella foto si vede solo il fondo, ma ve la farò vedere meglio in altre occasioni) e una caraffa piccola decorata con foglie accartocciate, autunnali, che era di mia nonna.

L’ultimo tocco è stato il tovagliolo di lino rosso, per fare compagnia al piatto dello stesso colore.

Questa prova era così di prova che non mi sono nemmeno appoggiata sul tavolo ma su un mobile della sala, anche perché non mi dispiaceva l’effetto legno sotto alle stoviglie.

Non potrò apparecchiare così per il compleanno di Giacomo perché ci sono troppi pezzi unici, ma ci lavorerò…

Che ve ne pare?

Due piatti da Delft

Appena prima di Pasqua sono incappata in alcune caramiche olandesi di Delft, oggetti che desideravo da tempo, ho acquistato due piatti e quasi subito ho iniziato a imbastire l’articolo. Dovevo rileggerlo e concluderlo ma eccolo qui esattamente com’era più di un mese fa. 

Mi dispiace trascurare il blog ma ultimamente va così; ho pochissimo tempo per tutto e ovviamente rispetto ad altre attività prioritarie (famiglia, lavoro, varie ed eventuali)i miei post passano in secondo piano.

Da tempo cercavo qualche pezzo decorato nella cittadina olandese famosa proprio per le sue ceramiche bianche e blu, che furono prodotte in Olanda a partire dal XVI secolo ad imitazione delle porcellane importate dalla Cina, ma ad un prezzo più conveniente, ed ebbero un grandissimo successo.

A dire la verità avevo programmato per l’estate del primo anno di mai figlia (cioè ormai due anni fa) un viaggio in Olanda che aveva lo scopo non dichiarato ma preciso ma fare incetta di bulbi che immaginavo dare vita a tulipani meravigliosi e di ceramiche di Delft. Poi le cose sono state più complicate del previsto, o mio marito forse aveva intuito lo scopo occulto del nostro viaggio e non se l’è sentita, comunque ho passato l’estate al mare e non posso certo lamentarmi.

Quando appena prima di Pasqua ho visto dei bellissimi piatti con i mulini a vento da una delle mie spacciatrici di ceramiche (ha un banco al mercato in Piazza San Prospero a Reggio Emilia al giovedì, e so che è sempre presente anche ai mercatini dell’antiquariato di Modena), non ho saputo resistere.

Ecco il bottino. Il primo piatto ha come protagonista del paesaggio, sulla destra, un immancabile mulino a vento sovrastante alcune case dalla facciata con il classico profilo olandese, mentre a sinistra, su un corso d’acqua, passano due barche a vela. Sullo sfondo troviamo alberi e un altro mulino, mentre in primissimo piano due figure stanno parlando poco distanti dalle case.

DSC_0172

Di questo piatto mi ha affascinao molto anche la bordura, con fiori e motivi decorativi molto raffinati, di cui vi propongoun dettaglio floreale.

DSC_0184

Ecco un ingrandimento del mulino e del gruppo di case.Come si vede da questo particolare, anche se non prefettamente a fuoco, il disegno del piatto è molto dettagliato, preciso e ricco.

DSC_0186

Il marchio è stato utilizzato a partire dal 1834, fino a tempi più recenti, come ho scoperto su questo sito olandese con la datazioni delle ceramiche di Delft (sito in olandese… ma le immagini e i numeri si campiscono :)).

DSC_0174

Il secondo piatto è questo. Leggermente più grande del primo, rappresenta ancora uno dei soggetti più classici della maiolica di Delft: un paesaggio della campagna olandese, con gli immancabili elementi caratterizzanti: il mulino a vento, le imbarcazioni che scivolano pigramente sui canali, le case e la coppia di contadini.

DSC_0178

Ecco il marchio del piatto, prodotto dalla  Boch per la Royal Sphinx di Delft, dettaglio che lo colloca tra il 1841 e il 1979.

 

DSC_0182

il marchio nella mia foto è piuttosto sfocato e lo ripropongo in un’immagine tratta da internet.made for royal sphinx by boch belgium

Delft è anche la città in cui si svolge un bel romanzo storico, letto molti anni fa ma ancora vivo nella mia memoria per la capacità dell’autrice di ricreare l’interno di una casa borghese nell’Olanda del Seicento, La ragazza dall’orecchino di Perla di Tracy Chevalier.

Leggetelo se vi capita, ne vale la pena.

 

Le porcellane giapponesi per il tè di Angela

 

image

Angela, una lettrice del blog mi ha mandato circa un mese fa le foto di questo servizio ereditato dalla nonna, molto simile al mio di cui vi avevo parlato in un articolo dell’anno scorso, e nell’articolo successivo dedicato alla tradizione giapponese del tè, scritto dalla mia amica Michela, che ha vissuto in Giappone e che faceva notare come probabilmente questi servizi, per i pezzi che li compongono (lattiera e zuccheriera in particolare) siano stati pensati per l’occidente.

image-3

Angela mi chiede  se ho ulteriori informazioni da darle in merito, ma purtroppo no, e chiedo ancora a voi, se qualcuno avesse notizie più complete e avesse voglia di condividerle qui, noi saremmo felicissime di leggerle.

image-2

Intanto ringrazio Angela per le foto di questo servizio, di per sè molto bello, molto più completo del mio, e proverò a reperire altre informazioni su questi servizi evidentemente abbastanza diffusi nelle credenze delle nostre nonne.

Nuovi arrivati in casa Simplicitas

Un paio di settimane fa sono riuscita a partecipare ai saldi di Chiara di Enjoy Coffee and more – e il fatto di essere stata super impegnata fino all’ultimo secondo me lo ha fatto assaporare ancor di più.

Lo show room di Chiara, però, era affollatissimo e nella ressa non mi sento molto incline agli acquisti, quindi avevo messo nel mio cestino solo alcune posate e tre piattini bianchi e blu.

DSC_0135

Uno di questi (gli atri due sono diversi) è stato postato ieri sera sulla pagina Facebook di Simplicitas: l’ho inaugurato con dell’hummus di ceci fatto alla mia maniera, in fondo alla pagina trovate la ricetta. Si tratta di un classicissimo Spode Italian, che è davvero una decorazione bellissima.

Ma, dicevo, il grande afflusso di appassionate di pottery inglese mi stava un po’ scoraggiando quando ho visto, tra le tazzine spaiate, due tazze e due piattini diversi fra loro ma accomunati dalla decorazione con frutta e dalla finitura in verde.

20160220_081917

Per il momento sono diventate le tazze da colazione perfette per me e mio marito, e anche queste sono state postate stamattina sul profilo Instagram di questo blog. Le tazze hanno una forma particolare che mi ha colpito subito, nella foto non è ben visibile ma pur avendo un bordo circolare hanno la coppa sfaccettata. Anche i colori sono molto vivaci dal vivo: per quanto sicuramente recenti queste tazze e piattini mi hanno davvero colpita.

Sui piattini è riportato questo marchio

20160220_174805

mentre le tazze sono marchiate semplicemente “Made in England”.

Mentre ero in fila alla cassa non pienamente soddisfatta dei pochi acquisti fatti, ho notato una ragazza con i capelli rossi che stava passando in rassegna dei piatti in una selezione super scontata: ogni pezzo a un euro. La ragazza aveva in mano dei piatti con le peonie, Anche questi di recente fattura ma con colori brillanti, e proprio con il mio fiore preferito. Lei ne aveva in mano due, nella sezione dei pezzi ad un solo euro ne aveva lasciati altri quattro, che ho preso. Ho soppesato per qualche istante l’acquisto di due piatti decorati in oro, ma poi li ho lasciati. Alla ragazza quei piatti in bianco e oro sono piaciuti più delle peonie, e mi ha lasciato gli altri due piatti per fare il servizio da sei.

Tra l’altro la ragazza, veramente giovane, era accompagnata da sua sorella, e dopo aver scelto qualche oggetto per loro, ha pensato di prendere qualcosa per la mamma rimasta a casa, un gesto che mi ha quasi commossa.

20160207_112517

Ecco qui uno dei piatti. Solo una volta arrivata a casa mi sono accorta che uno di questi aveva una decorazione leggermente diversa: riporta infatti solo una parte del disegno degli altri cinque.

20160207_112633

In ogni caso i piatti mi piacciono molto, sono perfetti per un piatto unico, o possono essere abbinati ad altri piatti semplicemente bianchi.

Vi lascio con la ricetta dell’hummus di ceci come lo faccio io. La mia versione, ormai consolidata dopo aver sperimentato parecchie varianti, è ben lontana dall’originale con la quale forse  ormai ha in comune solo il fatto di essere una crema di ceci.

Hummus di ceci alla mia maniera

Ingredienti: ceci secchi (quantità secondo necessità), olive taggiasche denocciolate (un cucchiaio per 250 g. di ceci cotti), capperi dissalati  o sotto aceto (un cucchiaino per 250 g. di ceci cotti), un limone (un cucchiaio di succo per 250 g. di ceci cotti), un cipollotto, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe.

Mettere a bagno i ceci il giorno prima. Far appassire il cipollotto in una padella con poco olio, poi aggiungere i ceci, acqua, e far cuocere per 40 minuti. Eliminare il liquido di cottura e mettere i ceci con il cipollotto nel mixer, insieme al succo di limone, alle olive taggiasche e ai capperi, sale e pepe. Frullare aggiungendo l’olio fino a che l’hummus raggiunga una consistenza cremosa ma compatta. Servire con crostini di pane su cui spalmare la crema.

Ovviamente è possibile utilizzare ceci già lessati.

Aspetto i vostri commenti!

Ispirazioni natalizie

Arrivo un po’ lunga con i consigli per il Natale, ma in ogni caso eccoci qui.

Chi segue le mie bacheche Pinterest dedicate alla tavola di Natale e all’inverno ha già visto tutto, ho collezionato queste immagini già da un po’ di tempo, diciamo da inizio Novembre almeno, in vista delle feste ormai imminenti.

Partiamo da una bellissima idea per i nostri pacchi regalo. Come vi paiono travestiti da renna? A me sono piaciuti molto, e conto di incartare così almeno per i regali dei più piccoli.

xmas3

Passiamo alla tavola. Vi ricordate il matrimonio che aveva il legno come tema decorativo? Per Natale mi piacerebbe molto utilizzare delle sezioni di tronco come sottopiatti. Fanno un po’ tavola country, ma scaldano subito l’atmosfera.

xmas

Un’alternativa è lavola in bianco e oro. L’oro è un colore che diffcilmente, passato il momento delle feste natalizie e di fine anno, ci si può concedere. Eppure, se non mescolato a troppi altri colori, regala un effetto finale raffinato, prezioso e certamente festaiolo.

Non penso a niente di troppo opulento, ma ad una soluzione essenziale e non ridondante, come quella qui sotto.

tavola oro

Un po’ di glitter dorato, o piccole stelline, lasciati cadere sulla tovaglia aggiungeranno magia, soprattutto se si tratta di una cena.

xmas2

Se pensate ad una cena della vigilia in bianco e oro, potete osare una tovaglia in tartan per il pranzo del 25. A me l’effetto piace tantissimo. Una volta ho provato ad apparecchiare utilizzando un plaid ma mio marito aveva bocciato la mise. Eppure sono convinta che la strada non sia sbagliata, voglio sperimentare ancora un po’.

Chi segue il gruppo di Facebook che ho nominato nell’ultimo articolo, avrà visto, fra tante tavole meravigliose, che con il tartan si possono ottenere ottimi risultati. Forse è meglio acquistare il tartan al metraggio piuttosto che utilizzare un plaid vero e proprio, come avevo fatto io. Vi farò sapere se riuscirò a trovare un escamotage convincente.

tè di natale

Guardate che bello questo servizio da tè natalizio, o quantomeno invernale, nei più classici degli abbinamenti cromatici, bianco, verde e rosso.

Come accompagnare questo tè? Con biscotti a tema, ovviamente: piccoli alberi di Natale.

xmas4

O per chi è più abile a modellare il fondente di zucchero, porte con tanto di ghirlande decorative.

porte

Se poi volete creare una vera ghirlanda dolce, di biscotti fatti a stella, da appendere alla porta di casa, ma anche da usare come centro tavola, sbirciate su Sale & Pepe questa ricetta.

Io non ho la preoccupazione dell’organnizzare il pranzo di Natale o la cena della vigilia,  ma qualche cena in compagnia per le feste si fa comunque volentieri. E ho una nuova tovaglia, molto festaiola, di fiandra rosso intenso, da inaugurare. Ci sono idee per questa tovaglia nuova?

E i vostri preparativi per il Natale come procedono?

Apparecchiare con i piatti spaiati. Piccola guida.

Come forse qualcuno di voi inizierà a sospettare adoro curiosare tra i banchi di rigattieri e antiquari per tornare a casa con piccoli tesori. Spesso mi lascio incantare dal pezzo unico e dal prezzo popolare, e ormai ho una piccola collezione di tazze da tè, ma anche di piatti, che hanno al massimo uno o due esemplari uguali nella credenza, ma certo non possono definirsi un servizio.

Sarà l’esigenza di utilizzare questi pezzi di stili, provenienza ed epoche diverse, sarà che vedo ovunque proporre tavole stupende apparecchiate con servizi mix and match, sarà che mi piace la sfida di creare tavole sempre nuove, ultimamente mi è presa la mania dell’apparecchiare spaiato.

Andiamo per gradi, di spaiato e di difficoltà. Una delle prime possibilità che abbiamo, e che io ho spesso sfruttato, è quella di abbinare piatti da portata di un servizio ad un diverso servizio di piatti. In un paio di casi avevo comprato solo piatti da portata di una collezione e non i piatti, e viceversa: abbino piatti da portata di qualsiasi tipo con un servizio di piatti color avorio, e fin qui tutto è semplice.

Un’altra soluzione facile è quella di utilizzare un servizio tinta unita come base, e variare con pezzi completamente differenti su una tipologia di piatto (piatto da dolce, piatto piano).

6c11e14e4dccbd05a3374b2ee79c640c

O ancora è possibile alternare pezzi di servizi diversi, uno per ogni tipologia di piatto. O di utilizzare un servizio omogeneo di base, al quale aggiungere solo i piatti da dolce, per esempio, di un servizio diverso.

Un’opzione che vi viene incontro anche nel caso in cui dobbiate mettere a tavola un numero di persone superiore al numero dei piatti di un singolo servizio, può essere quella di formare una “scacchiera” alternando i piatti di due servizi diversi. Due servizi in tinta unita, di colori che stiano bene accostati, semplificano molto la vita.

7f200db383e3c586bd3f3d7aee7da71f

La questione si complica sensibilmente se avete voglia di osare con tutti, o quasi, piatti diversi. Intanto bisogna averli a disposizione, e se come me avete accumulato un certo numero di piatti vintage belli e strani, sperimentate e fatemi sapere come va.

Le poche regole che finora sono riuscita ad estrapolare dopo aver passato in rassegna infinite immagini di tavole, bellissime, trovate in internet, sono queste.

Si può scegliere un colore dominante, come il blu

7e62b584f8ded120201c3d547d031d70

o il verde, e abbinare piatti di quel colore. Per avere una quantità adeguata di pezzi, cercate di concentrarvi su un solo colore quando acquistate.

ddc86d82df986d2c521cd1f47dbfc4e0

Oppure si possono scegliere piatti che abbiano una decorazione uniforme o per tipologia di pattern, come questi che hanno una decorazione circolare sul bordo

piatti enjoy coffee pattern simile
Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

o per tipologia di soggetto, come le rose in quest’altra immagine.

piatti enjoy coffee
Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

Nel casofortunato di questa immagine, il color Tiffany del bordo dei piatti, il soggetto floreale e il pattern decorativo complementare di due servizi diversi, rendono l’abbinamento una gioia per gli occhi.

Crediti fotografici: Enjoy cofee and more
Crediti fotografici: Enjoy coffee and more.

Le occasioni più adatte per una mise en place di questo tipo sono ovviamente le più informali. Un tè e una fetta di torta tra amiche, un buffet, magari in giardino, come raccontavo nell’ultimo post.

ee4cad908d585b07808bfb897e113333

Adesso ho voglia di provare ad allestire così una tavola più strutturata. In autunno, una volta rientrata in città, metterò insieme i pezzi nuovi acquistati durante l’estate con quelli che già avevo in casa. Vediamo che cosa ne uscirà.

Del resto negli Stati Uniti con lo spaiato allestiscono anche tavoli in occasioni formali come i matrimoni. Il risultato, probabilmente assicurato dall’esperienza di professionisti del settore, è sorprendentemente raffinato. E anche in Italia sono sempre più diffusi i rivenditori di porcellane vintage che, come Chiara di Enjoy coffee and more, noleggiano i pezzi per eventi di questo tipo.

03fefaab2f2f345d2cad12c8cbf0c03b

Ovviamente l’esperimento può funzionare anche con posate e bicchieri. Per i bicchieri il risultato finale rimane armonico solo se si adoperano bicchieri identici per la tipologia d’uso. Un solo tipo di bicchiere per l’acqua, un altro omogeneo per il vino, un diverso servizio di flute e così via.

Se i piatti sono tutti diversi, meglio apparecchiare con bicchieri uguali, perché l’effetto mix and match rimanga voluto e non risulti imposto, magari dalla mancanza di pezzi. Per le posate invece, mi sembra si possa osare di più, forse perché banalmente saltano meno all’occhio.

Chi ha voglia di sperimentare?

Le foto, tranne quelle gentilmente concesse da Chiara, sono state prese dalla mia nuova bacheca Pinterest.

I miei piatti inglesi

I miei piatti inglesi rossi e bianchi, in origine, dovevano essere blu e bianchi.

La loro storia parte da lontano. Una sera di qualche anno fa vengo invitata a cena da mio cugino e dalla sua futura moglie, entrambi sempre molto antitradizionalisti e minimalisti nel look. E mi trovo davanti una tavola perfettamente apparecchiata, con una tovaglia candida e piatti inglesi bianchi e blu, calici per l’acqua ed il vino, candele… una tavola elegante e perfetta. Con quei piatti bellissimi che mai mi sarei aspettata di trovare sulla tavola di questi due ragazzi, e soprattutto, come potevo io non aver mai pensato a prenderli?

97ae00e4d5923dce07afe0b98127d163
Fonte: Pinterest

Da allora mi ero fissata con i piatti inglesi, e ovviamente li cercavo bianchi e blu. Un giorno, al mercato settimanale di Reggio Emilia, a cui non vado  praticamente mai, c’era una bancarella di antiquari che sostituiva solo in quell’occasione, mi dissero, la bancarella di un collega che quel giorno non era potuto andare.  Da loro vedo questo servizio di piatti rossi, molto bello, chiedo se li avessero anche in blu ma niente. Chiedo il prezzo e faccio una passeggiata per meditarci.

Nel frattempo arrivano i miei suoceri. Loro vivono nelle Marche, non capitano tutti i giorni al mercato di Reggio. Ripassiamo davanti alla bancarella con i piatti e glieli faccio vedere. A entrambi piacciono tantissimo, e mi consigliano di comprarli, dicendo che ci avrebbero messo loro una buona parola con mio marito, perennemente in ansia per la mancanza di spazio di cui la nostra casa soffre.

Johnson bros red transferware

Il giorno dopo ho inaugurato il servizio con il più classico dei menù: un risotto ai funghi porcini e un arrosto di vitello con patate, invitando i miei suoceri e mia cognata. Il pranzo, ma soprattutto i nuovi piatti, sono stati un successone.

johnson bros red transferware old britain castle

Ho sempre usato i piatti rossi con grande soddisfazione, ma non ho mai smesso di pensare all’idea originale in bianco e blu. Venerdì della settimana scorsa ero in giro con mia cognata e il suo ragazzo, entriamo in un negozio di casalinghi perché loro devono comprare uno zerbino, e impilati in un angolo del negozio vedo dei bellissimi piatti blu e bianchi della Wedgwood. Chiedo il prezzo ed  era assolutamente conveniente perché, mi hanno spiegato, dopo che un ristorante aveva comprato ventiquattro piatti piani, erano rimasti questi piatti fondi che da soli aspettavano invenduti da anni.

Anche in questo caso ci ho pensato. Il tempo di un aperitivo e siamo tornati indietro per comprare sei piatti fondi, intanto, a quel prezzo imbattibile, poi si vedrà!

Per indorare l’amara pillola a Giacomo, che già molte porcellane fa era convinto che la nostra casa non potesse contenerne altre, ho lasciato i piatti a sua sorella: la sera dopo saremmo stati a cena da loro, e abbiamo deciso di sorprendere il mio malcapitato (no, dai…) marito servendogli la cena in quelli che sarebbero stati i nostri nuovi piatti.

Abbiamo inaugurato i piatti con dei sopraffini spaghetti al nero di seppia. Il ragazzo di mia cognata è un cuoco abilissimo, tanto accurato nelle preparazioni quanto creativo, e anche quella sera non ci ha deluso. La reazione del marito non è stata positiva, ma ho fatto spazio in casa e oggi abbiamo riutilizzato i piatti, finalmente a casa nostra.

Royal Homes Wedgwood Enoch Windsor Castle blue

Ancora castelli inglesi, questo è Windsor, avrei preferito un decoro più floreale, ma le cose nella vita non capitano  quasi mai come vengono programmate, senza per questo smettere di accadere, e stupirci, e renderci felici.

DSC_0011

Buona domenica!

Ps: menù di oggi. Piccolo aperitivo con cacciatore e scaglie di parmigiano, risotto al ragù leggero e secondo di verdure. Vino, portato dagli ospiti, deliziso. Qualche biscottino fatto in casa con il caffè. Ho usato come piatti fondi dei piatti avorio, molto lineari, di un servizio Villeroy e Boch veramente molto duttile, perfetto per tutte le tavole.

La stiratura della tovaglia lascia ancora a desiderare, ma solo l’imperfetto è perfettibile.

Il tè delle ragazze

L’ultima volta che mia sorella è venuta a trovarmi, ho aparecchiato la tavola del pranzo con i miei piatti inglesi bianchi e rossi, ma per farla sentire una vera principessa al pomeriggio ho apparecchiato una tavola per il tè pensando al film di Sofia Coppola su Maria Antonietta. Di quel film ho adorato i costumi, i colori e l’atmosfera girly che racconta, almeno in alcune scene.

tavolo_1

Ho apparecchiato con due runner rosa un po’ sovrapposti per creare movimento e spezzare una composizione troppo rigida.

Ho usato delle tazze bellissime, comprate da Chiara di Enjoy coffee and more. Sono edoardiane, dei primi del Novecento, completamente dipinte a mano. Le adoro!

Poi ho preparato un tè che avevo scelto, ve lo confesso, solo per la confezione rosa. La miscela all’interno contiene petali di rosa, ed il sapore è gradevolissimo. Non avevo mai provato questa marca di tè, non proprio a buon mercato, ma mi è piaciuto molto e ne basta pochissimo perché il risultato risulti intenso.

piatto_the

Mia sorella aveva portato dei biscotti fatti da lei, a froma di cuore, molto belli da vedere oltre che buoni. Li ho messi in questo porta dolci di vetro.

barattolo

Tocco finale la marmellata di lamponi che ho comprato in montagna, dal colore super invitante, da spalmare sul pane.

tazza

Ed ecco il tè delle ragazze!

Potete vedere altre foto delle mie tazze sul blog di Chiara, qui. Le avevo al mare la scorsa estate, e mi ero preparata un tè alla menta molto rinfrescante.