Un mese a Santa Lucia

13 novembre: manca un mese a Santa Lucia. Se per molti questa data significherà poco o niente, in casa Simplicitas non è affatto così.

Nella parte più occidentale dell’Emilia, dove sono nata, e in altre città d’Italia, a macchia di leopardo, è Santa Lucia a portare i regali ai bambini. Io, mio fratello e mia sorella, ormai quasi tutti oltre i 30 anni, non abbiamo mai smesso di rimanere legati a questa tradizione, e così nella mia famiglia di origine lo scambio dei regali natalizi non avviene nè il 25 dicembre né la sera della vigilia, ma proprio il 13, o il fine settimana più prossimo alla festa, nel caso in cui qualcuno sia momentaneamente fuori casa.

Durante il mio anno di Erasmus a Barcellona avevo fatto in modo di ritornare a casa, a sopresa, proprio in prossimità della data in cui si festeggia la santa siracusana, per poi scoprire che, durnte una precedente visita di mio fratello nella capitale catalana,  i miei regali erano stati affidati, in anticipo e a mia insaputa, ad uno dei miei coinquilini perché potessi festeggiare anch’io, a distanza… l’episodio fa capire, se non altro, quale organizzazione maniacale e piena di affetto ci sia dietro questa data.

In questi giorni dico sempre a mia figlia di fare la brava e pensare a cosa vuole scrivere nella sua letterina. Intanto penso alla mia, e rifletto su come la ricorrenza sia anche la festa delle luci.

Così, i miei primi pensieri per quello che sarà il Natale 2016 sono rivolti alle luci…

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Un’idea bellissima, per me, è quella di riempire una finestra con una “tenda di luci”, per rendere caldo l’ambiente in casa e lasciar godere delle luci anche chi passa fuori.

Queste stelline sono perfette, saranno svedesi? Mi informerò.

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Le ho trovate anche in questa immagine. Riempire contenitori di vetro con le lucine è sempre scenografico, ma con un po’ di muschio sotto l’effetto è ancora più bello.

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Due lucine più tradizionali in un cestino di pigne possono essere un tocco caldo e accogliente anche in città.

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Utilizzare un’alzatina per costruire una corona d’avvento destrutturata è l’ideale, per cambiare un po’. Oppure l’idea può essere quella di utilizzarla come porta candele al centro del tavolo. Se sopra al tavolo avete un lampadario, addobbatelo, perché no!

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Non so come immaginiate il Natale, la foto qui sopra si avvicina molto alla mai idea di perfezione…

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Cartoline dalle Dolomiti

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In questi giorni siamo in montagna, qualche giorno a coccolarci tra neve, passeggiate, giochi, sciate (mio marito), saune (io) e leggendarie cioccolate con la panna (tutti).

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Sono bellissime persino le tazze in cui la servono, con il simbolo del locale, dove hanno regalato a Giulia una confezione di pastelli per disegnare, molto graditi.

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Mia figlia scopre la neve: l’aveva vista l’anno scorso ma era troppo piccola per ricordarsela, o comunque per giocarci. Abbiamo provato a utilizzare un mezzo di trasporto alternativo, lo slittino, con fortune alterne… dopo poco Giulia si stanca, è ancora piccola per goderselo davvero.

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Domani si torna in città, e io che non sono una fanatica della montagna sento già la mancanza di questa aria leggera, del silenzio ovattato della neve e delle sfumature che le vette bianche prendono rispecchiando i colori del cielo, al tramonto.

Ho scattato la foto qui sotto fuori da un rifugio, a poco più di 2000 metri. Mi ha colpito questo trionfo di bianchi e grigi (aveva appena smesso di nevicare), e la pace intatta della scena, mentre a pochi metri si affollavano gli sciatori. Se non fosse stato per l’impossibilità di distrarmi in presenza della piccola, mi sarei messa volentieri a leggere un libro sulla sdraio, con una tazza di tè per scaldarmi.

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Mi sento molto fortunata per questi giorni felici.